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ITALIA TV. Grandi novità per i vini umbri

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italiatv.it – Autenticità e territorialità sono valori portanti per la promozione dei vini di Montefalco. Ultimo tassello nelle attività del Consorzio Tutela Vini, il raggiungimento della modifica del disciplinare – comunicata sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi – che traccia un importante punto di svolta nel percorso di affermazione dei vini identitari nel panorama enologico italiano.

Dalla prossima vendemmia 2016, dunque, l’area di produzione montefalchese sarà interessata da grandi novità. Prima tra tutte, la già annunciata introduzione del Grechetto nella famiglia dei vini del territorio. Varietà bianca autoctona tra le più diffuse in Umbria, il Grechetto sarà ora connotato da un territorio e da un brand assai più riconoscibili come quello di Montefalco.

Stando al nuovo disciplinare, approvato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il Montefalco Grechetto sarà ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti prevalentemente dal vitigno “Grechetto” (maggiore dell’ 85%) e da uve a bacca bianca, non aromatiche, da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Umbria.

La principale svolta riguarderà il Montefalco Bianco DOC, nel disciplinare Montefalco sin dalla sua prima stesura del 1993. La sua minore fama, rispetto agli altri vini della famiglia consorziale, è dipesa principalmente dalla presenza nell’uvaggio del Trebbiano Toscano (dal 20 al 35%) che cederà il posto a un altro dei vitigni autoctoni umbri più importanti: il Trebbiano Spoletino, più qualitativo e dotato di caratteristiche intrinseche superiori agli altri trebbiani.

Il vecchio disciplinare prevedeva per il Montefalco Bianco una base minima di Grechetto del 50%, almeno il 20% di Trebbiano Toscano e altri vitigni autorizzati nella Regione Umbria per la restante parte. Con l’introduzione della nuova regolamentazione, il Trebbiano Spoletino diventa protagonista con una quota non inferiore al 50% associata all’utilizzo sempre di uve a bacca bianca, non aromatiche, provenienti da altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Umbria.

Per sancire la vittoria dei vini identitari, anche la produzione del Montefalco Rosso DOC e del Montefalco Rosso Riserva sarà interessata da variazioni che riguardano la composizione degli uvaggi. Non sarà più obbligatorio l’uso del terzo vitigno a bacca rossa, ma viene reso facoltativo per dare la possibilità ai produttori di incentrare di più questa tipologia su vitigni espressione del territorio piuttosto che su un blend. Si passa dunque da tre uvaggi (Sangiovese dal 60 al 70%, Sagrantino dal 10 al 15% e altre uve autorizzate 15-30%) alla possibilità di due uvaggi, in favore del solo utilizzo in prevalenza di Sangiovese (dal 60 all’80%) e in misura minore di Sagrantino (dal 10 al 25%) per rafforzarne struttura e intensità.

Insieme alle operazioni di vinificazione e invecchiamento obbligatorio, anche l’imbottigliamento dei vini a denominazione di origine controllata “Montefalco” dovrà essere effettuato nell’ambito territoriale del Comune di Montefalco e in parte dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, in provincia di Perugia. Questo provvedimento viene introdotto principalmente per salvaguardare la qualità, la reputazione del vino Montefalco DOC, garantirne l’origine e assicurare l’efficacia dei relativi controlli, dando al consumatore mondiale quante più garanzie possibili. http://www.italiatv.it/

 

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ITALIA TV. Un’elegante e fascinosa signora di 50 anni: il Nobile e Montepulciano tra storia, mito e futuro

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di Dario Pettinelli (direzione@italiatv.it) – Nobili erano i suoi più antichi produttori. Nobili erano coloro che ne lasciarono le più antiche testimonianze. Oggi lo producono circa 200 aziende nel territorio di Montepulciano e in 70 lo imbottigliano. I numeri ci dicono che è una delle eccellenze italiane meno godute in Italia, dagli italiani. L’80% del Nobile va all’estero, di una produzione di 10 milioni di bottiglie. Per capire il grande lavoro fatto in questi 50 anni di denominazione basti pensare che negli anni ’60 le bottiglie di Nobile ogni anno erano solo 600 mila. Oltre alla nuova sede in quest’anno miliare anche il restyling al marchio. Intervento opportuno e coronato da successo: il nuovo simbolo è piaciuto, è rispettoso della tradizione e vestito di contemporaneità.

Montepulciano gode di rinnovata attenzione sia da parte di investitori internazionali, comprensibilmente interessati a cercare la proprietà di aziende decisamente più note da loro all’estero che dal grande pubblico italiano, sia del Credito locale. L’investimento di 5 milioni di Euro da parte del Credito Cooperativo di Montepulciano è un segnale concreto;
soldi freschi per agricoltura e turismo. Eccellente il lavoro consortile anche in questo; oltre alla crescita della denominazione ha il merito di aver reso “sexy”, come dicono gli amici americani, un territorio e la sua principale espressione.

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Vino ma anche turismo. A Montepulciano crescono il numero delle strutture ricettive e più in generale i programmi di sviluppo del turismo; un vento nuovo che soffia già con Montalcino Bio in Val d’Orcia, ovvero valorizzare il territorio e i suoi prodotti partendo dal vino ma abbracciando tutte le attività in un circolo virtuoso che va dall’approccio rispettoso verso l’ambiente all’eco-sostenibilità, dall’inclusione per “essere squadra” al sostegno della cultura locale, per una crescita armonica e proficua di tutta la comunità.

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Il rapporto con Storia e Cultura qui ha pochi rivali. Dell’arte di fare vino a Montepulciano se ne ha notizia fin dagli Etruschi e se ne inizia a parlare da una pergamena datata 714 d.C. dove il monte viene citato come “Castrum Politianum”. Dal 770 in poi Montepulciano viene descritta come una comunità indipendente e pacifica, basata sulla coltivazione dei cereali, delle vigne e dello zafferano. Nelle sue note, il Cantiniere di Papa Paolo III Farnese Sante Lancerio riferisce che sulla via Francigena Montepulciano era una tappa “con buoni vini” (1536).
Carlo Salustri meglio noto come Trilussa era appassionato del vino di Montepulciano e Primo Tiradritti ne ricorda un aneddoto quando il poeta arrivò con carrozza e vetturino a chiedere informazioni su quale fosse la zona col miglior vino, per acquistarne damigiane da portare a Roma.
Luigi Veronelli nella celebre Guida del 1970 ricorda che anche il medico personale di Papa Sisto V elogia le virtù del vino di Montepulciano e ricorda che l’ultimo verso del celebre sonetto del Redi è “Montepulciano, d’ogni vino è il Re”.
La prima fascetta DOCG d’Italia fu per un Nobile di Montepulciano.

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Il Nobile, a differenza dei fratelli Chianti Classico e Brunello di Montalcino, è l’unico dei tre grandi rossi toscani ad avere dalla sua l’omogeneità del suolo e del clima. L’annata 2015 sarà ricordata tra le più importanti per la grande piovosità invernale e per i temporali estivi che hanno impedito la disidratazione verificatasi in altre annate meno fortunate come la 2003 o la stessa 2011, con dei mesi di Luglio eccezionalmente caldi e asciutti. Anche la temperatura non ha mai sforato i 33 gradi di giorno e i 18-20 la notte. Sono state condizioni memorabili per la natura di questo Sangiovese (Prugnolo Gentile) che richiede una maturazione lenta e progressiva.

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Con cosa “è fatto” il Nobile?
L’articolo 2 del Disciplinare di Produzione recita: “Il vino Nobile di Montepulciano deve
essere ottenuto dalle uve provenienti dai vitigni presenti nelle seguenti proporzioni: Prugnolo Gentile dal 50 al 70%; Canaiolo Nero dal 10 al 20%; Malvasia del Chianti e Trebbiano Toscano dal 10 al 20%. Possono concorre alla produzione anche le uve provenienti dal vitigno pulcinculo (Grechetto Bianco) e Mammolo presenti nei vigneti nella misura massima del 5% del totale delle viti”.

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In conferenza stampa durante l’Anteprima di quest’anno s’è detto che “Montepulciano ha tirato fuori le unghie”; si, il concetto si può intuire, ma è un’immagine forte per un vino così elegante e muliebre. Certamente il riferimento è al grifo ma anche questo nuovo marchio posa i ruggiti ed incontra l’autorevolezza con sinuosità, trasmettendo una rinnovata regale e femminea sovranità.

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Il Nobile è un vino affascinante. Profuma di faticose salite dalle Porte a valle fino in Fortezza; conserva i silenzi ventosi dei vicoli; rimbomba delle grida del Bravio delle Botti. E’ vestito del rosso delle unghie delle donne contemporanee. Un calice di Nobile è evocare il magnifico film con Diane Lane, “Sotto il sole della Toscana” girato nella DOC confinante. E’ immaginare la villetta “Bramasole” e tutta la magia che questa campagna sa creare.
E’ faticoso arrivare fin su in piazza Grande, ma poi c’è il premio.

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Il Nobile è come una donna preziosa che per essere conquistata e
abbandonarsi richiede tempo, pazienza, attenzioni ed eleganza d’animo. (DP)

ITALIATV. ANTEPRIMA SAGRANTINO: 2012 A 4 STELLE

Degustazione

italiatv.it – Montefalco – Ottimi presupposti per il Sagrantino 2012 presentato con l’Anteprima, l’appuntamento enologico del Consorzio Tutela Vini Montefalco, volto ad allargare la cultura delle denominazioni montefalchesi presso gli addetti ai lavori. E’ il debutto sul mercato dell’annata 2012 del Montefalco Sagrantino DOCG il tema portante della prima giornata: quattro stelle attribuite dai tecnici a un’annata decretata ottima. Se n’è parlato presso il Complesso Museale San Francesco, alla presenza del Sindaco di Montefalco, Donatella Tesei, dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, del Presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, Amilcare Pambuffetti, dell’enologo Maurizio Castelli e dell’agronomo Giovanni Bigot.
Montefalco Sagrantino DOCG, valutazione annata 2012. Nonostante l’andamento caldo e siccitoso, da settembre fino a metà ottobre, le temperature fresche e la buona escursione tra giorno e notte – con piogge ben localizzate – hanno consentito alle piante di portare avanti la maturazione in modo ottimale. Anche la raccolta è stata nella media del periodo – seconda decade di ottobre – e, grazie alle caratteristiche del Sagrantino, è stato possibile ottenere una maturazione tecnologica ottimale. “Complessivamente il 2012 è stata un’ottima annata per i vitigni più tardivi come il Sagrantino. Le bucce molto sane e resistenti hanno dato la possibilità di effettuare macerazioni lunghe. Buon equilibrio dei vini e morbidezza dei tannini hanno dato vita a vini tendenzialmente pronti rispetto alla precedente annata – spiega l’enologo Maurizio Castelli – il Montefalco Sagrantino DOCG 2012 ha registrato sicuramente una produzione inferiore caratterizzata, però, da uve con ottimi livelli sanitari che lasciano presupporre un grande successo, utile ad esprimere il potenziale di questa Regione”.

Vendemmia 2015 dei vini di Montefalco. Positivo anche il parere sulla vendemmia 2015 con previsioni di resa incoraggianti sia per il Montefalco Sagrantino DOCG sia per il Montefalco Rosso Doc. L’annata è risultata molto interessante dal punto di vista qualitativo con uno stato sanitario ottimale e una maturazione completa delle uve: “Si avranno vini di grande struttura e complessità. I presupposti sono quelli di un’annata perfetta, eccezionale e di prima qualità per un vino come il Sagrantino” conclude Castelli.

Produzione, vendita ed export. L’andamento quantitativo degli ultimi cinque anni ha segnato una importante crescita per le denominazioni montefalchesi. Stando all’analisi dei dati, il Montefalco Sagrantino DOCG ha raggiunto, nel 2015, una produzione potenziale di 2 milioni di bottiglie con un aumento del 16% circa rispetto al 2011. Mentre per il Montefalco DOC, con 4 milioni di bottiglie potenziali nel 2015, la crescita è stata del 36% (rispetto al 2011).

Insieme alla produzione, salgono anche le vendite: +17% negli ultimi dodici mesi. Il valore dell’export passa dal 45% al 60% con un ampliamento dei principali mercati di destinazione: a Stati Uniti (25%), Germania (12%), Belgio (4%), Danimarca (4%) e Svizzera (4%) si aggiungono Cina (7%), Inghilterra (4%), Giappone (4%), Canada (4%), Olanda (4%) e Hong Kong (2%) con aperture verso Austria, Australia, Finlandia, Svezia, Polonia, Russia, Lussemburgo, Brasile e Lettonia. “La nostra realtà ha subìto un risveglio caratterizzato da vivacità ed energia. La rosa dei produttori del territorio è fatta di storie differenti ma ugualmente interessanti e per il prossimo futuro puntiamo a promuovere con maggiore impegno questa ‘meraviglia di Montefalco’ grazie alla sinergia con le istituzioni” spiega Pambuffetti.

Sviluppo dell’area. L’incremento dell’occupazione nell’area del Sagrantino si è attestata intorno al 3%. Nell’ultimo anno, inoltre, il Comune di Montefalco ha registrato +22% di attività produttive. Di rilevante importanza turistica è stato, poi, il progetto della “Madonna della Cintola” che ha prodotto per il Complesso Museale San Francesco un +27% di presenze rispetto al 2014 e un +65% nel periodo agosto/dicembre rispetto all’anno precedente. “Quello di Montefalco è un territorio in movimento che fa del binomio arte e cultura la sua carta vincente. Continueremo a perseguire l’unicità propria del nostro territorio promuovendo i beni artistici e culturali insieme ai gioielli della nostra enogastronomia” dice Donatella Tesei. https://italiatv.wordpress.com/

ITALIA TV. Storia e incanto di Montepulciano

italiatv.it – Alla scoperta di Montepulciano, lo scrigno alle porte della Val d’Orcia. Il Consorzio del Vino Nobile con questo video introduce i giorni della presentazione della nuova annata previsti per la prossima settimana, il 17 e il 18 febbraio in Fortezza.
Buona visione. (https://italiatv.wordpress.com/)

 

ITALIA TV. Bindocci, sventato l’ennesimo tentativo di truffa al Brunello

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Montalcino. Nota ufficiale del Consorzio. < In merito alla vicenda del falso Brunello scoperto in Danimarca, Il Presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci sottolinea come: “Ancora una volta un grande brand del Made in Italy è stato oggetto di un tentativo di falsificazione. Tuttavia, grazie all’ottimo lavoro e alla vigilanza delle autorità così come all’efficienza delle procedure di controllo messe in atto dal Consorzio insieme ai produttori, questa truffa è stata sventata. La complicità di un ristoratore e un operatore compiacente non basteranno mai ad imitare l’eccellenza ed unicità di un prodotto oramai ben posizionato al livello mondiale. Ovviamente, come sempre, ci tuteleremo in tutte le sedi e metteremo a disposizione degli inquirenti ogni competenza e servizio necessario. Inoltre al nome di tutto il Consorzio e del territorio di Montalcino vorrei ringraziare in modo particolare le autorità Danesi per efficacia, velocita e accuratezza delle indagini svolte e per l’importanza e le risorse dedicate al caso.”>

 

“IO sono DONATELLA”, un nuovo Brunello di Montalcino, il migliore del Casato Prime Donne

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italiatv.it – di Marzia Morganti Tempestini) Questo Brunello è la realizzazione del sogno di Donatella Cinelli Colombini, il sogno di una cantina tutta al femminile, il Casato Prime Donne di Montalcino, la prima in Italia, nata come un atto di coraggio è poi divenuta una bandiera dell’enologia in rosa. Ogni anno organizza un premio dedicato al territorio e alle donne che tracciano nuove strade verso il futuro.

Ma anche il sogno di produrre grandi vini in una zona fresca di Montalcino, a cui il global warming ha regalato un nuovo, grande potenziale qualitativo. Oggi, le vigne piantate da Donatella, le sperimentazioni sui lieviti autoctoni selezionati e le prove sui legni e sulle dimensioni delle botticelle per la maturazione, danno frutti eccellenti. Grandi e alcuni grandissimi vini, contraddistinti da eleganza e armonia. Sono esportati in 34 Paesi esteri e destinati a una clientela esigente e selezionata.

Il Brunello IOsonoDONATELLA è la conclusione di 18 anni di lavoro paziente, da quando, nel 1998, Donatella prese due proprietà dei genitori: il Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda a sud del Chianti. Pian piano le ha trasformate in due eccellenze del vino e del turismo. Luoghi dove l’autenticità diventa racconto, alta qualità e emozione.

IOsonoDONATELLA è dunque un Brunello capolavoro che verrà prodotto solo nelle grandi annate, come l’attuale 2010 (5 stelle) celebrata nel mondo per la sua straordinaria qualità. Insieme al vino c’è una storia personale ed ecco che la bottiglia è coperta di stelle che brillano alla luce e, al centro, prendono la forma di un anello da donna con dentro uno stemma in oro. E’ il simbolo che Donatella ha scelto per i suoi vini. Ma c’è anche un altro significato, prima di produrre vino Donatella si è laureata (con il massimo dei voti) in storia dell’arte e per anni ha studiato oreficeria medioevale: smalti, statuette, oggetti liturgici e sigilli cioè piccoli bassorilievi, spesso contenuti in anelli, che servivano per dare autenticità ai documenti. Donatella ha messo il suo sigillo sul vino, quasi a dire, ancora una volta, “IO sono DONATELLA”. Anche la scatola che contiene la bottiglia, studiata insieme a tutto il progetto grafico da Giuditta Parisi – Archimedia, è un frammento di storia personale: la superficie esterna riproduce infatti la tela di Pienza, un antico tessuto a piccoli rombi che è visibile nella Maestà (1311) di Duccio di Buoninsegna il più celebre e celebrato capolavoro dell’arte senese.

Un Brunello prezioso, studiato nei dettagli sia dentro che fuori la bottiglia. IOsonoDONATELLA è una selezione di soli 600 esemplari che verranno centellinati fra i migliori clienti di tutto il mondo. Il prezzo al pubblico sarà intorno ai 200€ a bottiglia ma, data la rarità, chi vuole essere sicuro di averne una dovrà andare nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini nella Toscana più antica e più intatta. Troverà   scrigni di passione vignaiola, luoghi storici, racconti e opere d’arte contemporanea. Cantine << dove siete i benvenuti perché oltre al vino e all’arte la mia grande passione sono le “Cantine aperte” >> ha scritto Donatella sulle scatole del suo vino a ribadire un invito pieno di fascino.

IOsonoDONATELLA diventa anche l’hashtag #iosonodonatella che, dall’inizio di dicembre, conterrà le immagini del vino e non solo. Della serie “Donatelle del mondo unitevi” perché saranno ben accetti tutti i contributi collegati a questo nome e non solo riferimenti al vino. Vino, persone, oggetti …… e alla fine del prossimo anno, l’autore dell’immagine più bella riceverà in dono una vera bottiglia del prezioso Brunello.

ITALIA TV. Siena Capitale italiana della cultura per il 2015 scommette sul Contemporaneo e la città del Palio diventa museo d’arte diffusa

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italiatv.it – Tanti appuntamenti per un programma dedicato all’arte contemporanea che troverà il suo apice nella settimana dal 9 al 17 ottobre. Il 10 ottobre la prima Notte Bianca del Contemporaneo. Clet Abraham, Xu Hong Fei, Mikayel Ohanjanyan, David Glass, Alvin Curran, Cracking Art sono solo alcuni deigli artisti coinvolti in mostre, installazioni e performance. Grande attesa per l’intera settimana di eventi al Santa Maria della Scala che si trasforma nel quartier generale di “Verso”, il network di artisti ed operatori culturali della città riuniti attorno al “tavolo del contemporaneo” nato in occasione degli Stati generali della cultura.

Sarà l’arte contemporanea ad invadere gli spazi di Siena ed incoronarla Capitale Italiana della Cultura 2015. Clet Abraham, Xu Hong Fei, Alvin Curran, David Glass, Cracking Art e tanti altri artisti trasformeranno la città in un museo d’arte contemporanea a cielo aperto, attraverso un esperimento di arte diffusa che cambia il modo di vivere e percepire gli spazi urbani e porta l’arte in luoghi insoliti e nella quotidianità di passanti e turisti, rendendoli protagonisti.

Per un’intera settimana, dal 9 al 17 ottobre, Siena rifletterà sull’arte contemporanea nelle sue più diverse sfaccettature e discipline: dalle arti plastiche alle performance, dalle installazioni alla musica, dal teatro alla danza.

“Nel programma che abbiamo ideato per quest’anno che ci vede Capitale italiana della cultura – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Siena Massimo Vedovelli – abbiamo voluto dare uno spazio importante alle espressioni artistiche contemporanee e lo abbiamo fatto coinvolgendo artisti internazionali e dando spazio alla progettualità partecipata del territorio. Operatori culturali, gallerie, artisti ma anche musicisti, attori, performer e danzatori che hanno discusso per mesi un programma da loro ideato e realizzato che sarà il centro della nostra settimana”.

Cuore pulsante della Settimana del Contemporaneo è il Santa Maria della Scala dove prende forma e corpo “Verso”, un programma di riflessioni sull’Arte e l’Architettura Contemporanea risultato di gruppo di lavoro composto da associazioni, cittadini e istituzioni, nato dall’esperienza dei Tavoli degli Stati generali della Cultura voluti dallʼAmministrazione comunale. Dal 10 ottobre “Verso” animerà il Santa Maria della Scala trasformandolo nel “quartier generale” dell’arte contemporanea con incontri, eventi, mostre, performance, workshop, talk dedicati alla presentazione di progetti già radicati come Starters e Fenice Contemporanea e progetti innovativi come la mappatura degli artisti e della città attraverso i “Luoghi della fuga”. Inoltre sono previste passeggiate con gli artisti sulle tracce del contemporaneo e ogni sera ci sarà un aperitivo con artisti, galleristi ed operatori culturali.

#CRE.DI (Creatività Diffusa) è il programma di installazioni urbane di Siena Capitale Italiana della Cultura di cui sono protagonisti molti artisti internazionali: Clet Abraham che il 10 ottobre, Giornata internazionale del contemporaneo, inaugurerà Sorride Siena facendo sorridere la facciata del Palazzo pubblico in piazza del Campo; Mikayel Ohanjanyan lo scultore armeno che ha vinto il Leone d’oro per la Migliore Partecipazione nazionale alla Biennale di Venezia e che sabato 10 otobre presenterà presso la Fondazione Monte dei Paschi la sua opera Materialità dell’Invisibile #5; Alvin Curran il grande compositore e musicista che domenica 11 orchestrerà ben 4 gruppi bandistici in uno spettacolo itunerante che coinvolgerà tutta la città; Xu Hong Fei, artista cinese tra i più apprezzati protagonista della performance Civil Happiness, installazioni urbane in luoghi aperti del centro e della periferia; Cracking Art il gruppo di artisti noto da più di vent’anni per le installazioni di animali giganti in plastica colorata rigenerabile nei contesti urbani di tutto il mondo che ha invaso la città con le rondini giganti  simbolo di libertà.

Il programma dedicato al Contemporaneo si arricchirà anche di altri due segmenti: #Siena2015Lab, un programma di performance musicali, improvvisazioni di danza contemporanea all’interno di “Spazi Nudo” nel Teatro dei Rinnovati e la performance collettiva di teatro Siena Featuring David Glass, regista e performer inglese che sorprenderà il pubblico con un evento unico al Parco Urbano Unità d’Italia. Infine #Siena2015Exhib sarà il contenitore che raccoglie tutte le mostre in corso in città. In concomitanza con la Giornata Internazionale del Contemporaneo.

Il 10 ottobre Siena vivrà la sua prima Notte Bianca del Contemporano con molti eventi e negozi aperti per coniugare aggregazione ed espressioni artistiche. Grazie alla collaborazione con Tiemme sarà messo a disposizione di cittadini e turisti un pollicino elettrico che li porterà in tutti i luoghi del Contemporaneo: dal Santa Maria della Scala a San Miniato fino a Taverne D’Arbia e Isola D’Arbia.

La settimana del contemporaneo fa parte del programma di Siena Capitale della Cultura 2015, una produzione del Comune di Siena con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, la Regione Toscana e la Provincia di Siena ed è realizzato in collaborazione con l’Università di Siena, l’Università per Stranieri, Fondazione Musei Senesi, Biblioteca comunale degli Intronati, Magistrato delle Contrade, Camera di commercio di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Estra, Accademia Musicale Chigiana, Fondazione Siena Jazz, Istituto superiore di studi musicali Rinaldo Franci e Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino.

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