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50 sfumature di Nobile. Anteprima 2012 a Montepulciano

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italiatv.it – (di Dario Pettinelli) A cinquanta passi dal Museo delle Torture medievali, nel cinquantennale del Consorzio, cinquanta sfumature di Nobile, la prima Denominazione d’Origine Controllata e Garantita d’Italia. Questo il magico intreccio numerologico che lega una grande annata, il suo territorio e la sua storia. Perchè un calice di Nobile è un’esperienza complessa e generosa che risale al 790 d.C. con la donazione di un vigneto alla Chiesa, e che passa per il bottigliere di Papa Paolo III (Sante Lancerio) per poi arrivare ai giorni nostri annoverando le citazioni nel celebre ditirambo del Redi, “Bacco in Toscana” e nel “Candido” di Voltaire (“…maccheroni, pernici di Lombardia e vino di Montepulciano”).
Cinque le stelle per la produzione 2012; un’annata talmente buona che l’investimento di due milioni di Euro da parte della Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano ne preannuncia il successo ancor prima di chi ne scrive. Durante l’Anteprima la Banca ha presentato un programma che prevede condizioni di credito assolutamente privilegiate alle settantacinque aziende produttrici. Questo è “fare sistema”, questa è la strategia di squadra che produce effetti immediati sul territorio, su l’intera comunità e sulla sua economia e che sostiene, “cash in hand”, i produttori.
Buona parte di loro quest’anno rilasciano opere d’arte enologica: Avignonesi, La Spinosa, Boscarelli, Poliziano naturalmente ma anche Il Molinaccio tra i meno noti. E poi Nottola, Ruffino e Salcheto.
Una scelta importante di molti produttori è quella del Sangiovese in purezza, del puro Prugnolo Gentile, come il “Simposio” della Tenuta Tre Rose (Tenimenti Angelini Bertani Domains). Vigne nella zona tradizionalmente più vocata di Montepuciano, filari che scivolano verso la Val di Chiana e il Lago Trasimeno. Ancora il numero cinquanta: tanti gli ettari destinati alla produzione di Nobile. Tre Rose è il marchio a Montepulciano di un grande Gruppo che si distingue con l’amore per la terra e per la raffinata strategia imprenditoriale.
Per il Nobile, come anche per il Brunello a Montalcino, il produttore ha il pregio del massimo rispetto del terroir, un vero amore che viene coltivato con l’utilizzo delle moderne tecnolgie per rituali antichi in botti grandi di rovere e barriques di secondo passaggio. Si pensi che a Montalcino espongono negli uffici le carote del terreno delle loro vigne: argille e galestro sotto vetro che comunicano efficacemente l’amore e la gratitudine per la terra.
La produzione in diverse zone invece, è la chiave strategica che consente bilanciamenti in caso di eventi metereologici straordinari in certe zone ma non in altre, ventilazioni generose su un versante e magari meno su di un altro, e così via. Il produttore è in grado di garantire sempre un vino costante e mantenere sempre la promessa del brand. Rubino, ricco, largo con note rosse; il “Simposio” si fa ricordare.
Il 10% di Canaiolo Nero dona invece al Nobile di Dei un carattere distintivo. Asciutto, molto persistente, profumi di prugna e frutta matura con tannini magistralmente domati. Consigliato.

Cinquant’anni e nove presidenti hanno dato molto al Nobile. La cura sempre crescente, la passione nell’organizzazione anche dei più piccoli dettagli fanno del Consorzio del Nobile una realtà di pregio non solo per la Toscana ma soprattutto per l’Italia nel mondo.
Nobile, ich liebe dich!
Il Nobile è il “grande rosso” preferito dai cugini tedeschi, forse proprio perchè in Germania c’è la maggiore concentrazione di connazionali. Fa piacere pensare che la Signora Merkel, nota estimatrice ed ospite fissa del Belpaese, pasteggi col vino di Montepulciano decidendo le sorti della madre Grecia proprio con un calice di Nobile…
In Italia resta solo il 20% della produzione totale di Nobile: questi sono numeri, carta canta. Quando “facciamo gli italiani” non c’è storia nel mondo: vinciamo noi. Sempre.
Il Nobile di Montepulciano è Montepulciano, la sa raccontare, la interpreta come nient’altro. Le ramerìe, i lastroni di pietra della Piazza Grande, il vento sferzante dei vicoli, il gatto bianco che salta tra i devanzali, il mandarino che incontra la fronte girando l’angolo e sempre il guardo mozzafiato, lungo…, che par disegnato. Valli incantate che vanno rimirate meditando, magari dalla passeggiata panoramica del centro; con un calice di Nobile, of course.
(http://www.italiatv.it)

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