ITALIA TV

Mani e menti del Made in Italy per lo sviluppo economico

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ITALIA TV. Vini piceni a Roma col Gambero Rosso. Si distinguono i biologici.

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italiatv.it – Sempre incantevole Roma di notte, d’estate, rimirata dal Tevere; quasi come se ogni sera fosse una sorta di ideale continuum della celebrata pellicola di Sorrentino. Sono di scena i vini del Piceno, terra generosa e vocata per la vite.
In presentazione al “Baja” con il Gambero Rosso più di ottanta etichette, una selezione dei vitigni autoctoni di Pecorino, Passerina e Montepulciano. La presenza nelle Marche di oltre venti denominazioni d’origine è la conferma della generosità di questa Regione e della sua natura “plurale”. Vini bianchi e rossi, secchi ed amabili adatti ad accompagnare piatti di pesce, carni bianche, carni rosse, a tutto pasto, da servire coi dessert.
La vite nelle Marche si comincia a conoscere con l’arrivo dei Greci che, oltre a fondare Ancona, crearono fiorenti scambi di merci via mare. Poi i romani, e la produzione di vino prese piede. Iniziò ad essere conosciuto in tutto l’Impero il famoso “vino Piceno” ma già a quei tempi si parlava di Verdicchio, il grande vino della regione. Secondo Plinio il Vecchio i vini del Picenum erano “delicati d’aroma e saporosi nel gusto”. Nel Medio Evo fondamentale risulta l’azione di coordinamento e di direzione delle aziende agricole del tempo, le “grancie”, e delle abbazie diffuse in tutto il territorio marchigiano. Avvalendosi dei “patrones”, i monaci seppero razionalizzare la coltivazione della vite e la sua trasformazione in vino. Alla mensa del duca di Urbino i coppieri servivano i vini “avantagiati” delle Marche alle delegazioni degli ambasciatori delle potenti signorie d’Italia.
La degustazione al Baja ha visto diverse realtà interessanti, due in particolare: le aziende “Ciù Ciù” e “Centanni”.
“Ciù Ciù” di Offida, sulle colline dell’entroterra piceno, gode di un’ ubicazione fortunata perchè equidistante dalla zona costiera adriatica e da quella montana. L’azienda della famiglia Bartolomei eccelle proprio con i vitigni autoctoni delle Marche, Passerina e Pecorino. In particolare il Passerina, biologico, si presenta cristallino e luminoso; floreale al naso ed in bocca regala note sapide e minerali, armoniose.
“Centanni” è nel cuore del fermano. Viticoltura bio, rilascia un eccellente Passerina, anche in versione spumante, metodo classico.
La presentazione a Roma ha raggiunto l’obiettivo: oltre a diversi volti noti del giornalismo enogastronomico, una grande risposta di pubblico e diffuso è stato l’apprezzamento. A maggior ragione d’estate, Passerina e Pecorino; meglio ancora se bio. (www.italiatv.it)

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ITALIA TV. Brilla una stella col cuore calabrese nel cielo del food blogging

italiatv.it (di Dario Pettinelli) – C’è tutto l’orgoglio calabrese in Teresa Balzano, condito (è proprio il caso) con talento e passione. Ricette della tradizione ma anche sperimentazioni. Le sue foto si distinguono nel web, i suoi piatti sono preparati con precisione e grande senso estetico. Quella che viene definita “la moda delle foto dei piatti”, principalmente nei social networks, è in realtà una declinazione dell’animo italico, del piacere della cucina, della passione per l’accoglienza, per la terra e soprattutto per il gusto e la qualità. Unite a questo il carattere calabrese ed ecco “disegnata” Tery Balzano.

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“Il blog è stato lo stimolo per studiare e crescere sia in cucina che nella fotografia. Dopo qualche anno dalla Laurea, mentre lavoravo mi sono iscritta a un Istituto alberghiero pomeridiano giusto per il desiderio di saperne di più, così per un anno sono tornata tra i banchi di scuola. Il blog è stata una vetrina utile per iniziare anche a lavorare nel settore e ora ho la fortuna di essere freelance e vivere della mia passione. Vedere le mie fotografie su siti di aziende importanti o libri è una enorme soddisfazione ed è ciò che ravviva sempre la passione. È stato un mix di fattori e di interessi che mi ha portato fortuna!”. 11313190_10153116355119961_1196276255_n D. Teresa, una delle foto che ha attirato la mia attenzione annusando il tuo web è stata quella di un piatto che non amo: gli spaghetti con le polpettine di carne. Ne apprezzo il significato tradizionale ma proprio non li ordinerei mai. T. E’ un piatto che ho preso un po’ come simbolo. In Italia non esiste questa ricetta, ma è stata inventata dagli italiani emigrati in America a inizio Novecento. E’ nato da una necessità e da una mescolanza di culture. Io ho vissuto per tanto tempo divisa tra la mia passione/professione per cucina e la mia vita parallela occupandomi di comunicazione per il web. Mi sembravano due mondi inavvicinabili, prima di capire che potevano coesistere ed erano in realtà perfettamente abbinabili, come gli spaghetti e le polpette. Suggerisco di mangiarli ascoltando “Tonight Tonight” degli Smashing Pumpkins. 11297652_10153116355094961_2125785624_n D. Non mi piacciono nemmeno loro, ma hai la straordinaria capacità di comunicare simpatia e passione: i tuoi li mangerei molto volentieri. Veniamo al piatto che ti stampa il “sorriso amorevole” sulla faccia: il ragù calabrese. Qui sento una storia lunga, un legame preferenziale. T. E’ il sapore di casa, della tradizione, il mio legame con il territorio. E’ il mio profumo della domenica, uno di quelli che ci si porta dietro per tutta la vita. Mi svegliavo la mattina col profumo del ragu nell’aria, in ogni stanza di casa. E’ mia madre che cucina, è l’inizio. D. Capisco perfettamente. Arriva tutto il cuore del caso. Scegli la canzone per il ragù. T. “Gli anni”, degli 883. 11281700_10153116355084961_949469223_n D. Sulla musica dobbiamo lavorare di più. Non è un mistero una delle tue specialità, la farina, il pane. T. Il pane è una grande passione. Fare il pane e i lievitati in casa è una delle cose che mi dà più soddisfazione. Vedere la materia cambiare e crescere ti fa percepire la vita che c’è dentro un semplice impasto. Da diversi anni ormai curo il mio lievito-madre, che ovviamente mi segue anche in vacanza. D. Tu vai in vacanza col lievito-madre? T. Mi sembra il minimo! E da abbinare al pane ti dico anche che il pezzo giusto è “Plug in baby” dei Muse; il testo non è positivo, ma il ritmo è carico di energia. D. Sei straordinaria: cucini e fotografi da dea malgado la musica che ascolti. La tua cifra stilistica è chiara, ma io ti seguo e so che abbiamo ancora una cosa importante da raccontare: la tua anima più innovatrice. Spiami un piatto innovativo. 11350288_10153116355124961_1206869746_n T. Zuppa di verdure arrosto: per il mio desiderio di sperimentare, ma sempre mantenendo il contatto con la “terra”. Amo le ricette che raccontano una storia, che hanno dietro ricordi di famiglia o che, anche se completamente nuove, possano entrare nei racconti di qualcuno. Mi hai conquistato, Teresa. http://www.peperoniepatate.com

ITALIA TV. ToscaBio. “La Dispensa della Felicità”

italiatv.it (di Dario Pettinelli) – Tra i colli e le valli della Toscana che fa sognare ci sono angoli già unici e straordinari per vocazione naturale che a volte, è proprio questo il caso, diventano magici. Si pensi alla particolarità delle terre di Montalcino ad esempio: solo in quelle specifiche condizioni ambientali, e seguendo tutte le prescrizioni del Disciplinare, è possibile produrre il noto Brunello; oppure gli oliveti per il celebrato extra-vergine toscano; o ancora il miele; e la lista è lunga.

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ToscaBio ha setacciato la Toscana selezionando le migliori produzioni bio e propone dal sito internet www.toscabio.com quello che senza dubbio possiamo definire, omaggiando Ada Boni, “la dispensa della felicità”. Solo prodotti certificati biologici: olio extra-vergine, miele, vino, confetture e composte, salse e creme, sughi e zuppe, sali ed erbe aromatiche, cereali, legumi, infusi e naturalmente pasta e tartufi. Tutto solo e rigorosamente toscano e biologico.

“Teteska di Cermania”, è Telsche Peters che sintetizza la filosofia di ToscaBio: “La qualità del prodotto è un elemento fondamentale per il nostro settore, per questo crediamo che solo chi conosce e lavora direttamente i prodotti della propria terra, con le stesse cure e attenzioni di una famiglia, possa far nascere prodotti genuini che restituiscano il vero sapore e quell’autenticità che va perdendo. La nostra filosofia è quella di portare ai nostri clienti tutta la qualità delle migliori produzioni alimentari toscane e spedirle direttamente dalla Toscana, garantendo al consumatore la massima freschezza per i prodotti freschi, come i Tartufi, e tempi brevi di spedizione per l’Italia e per i paesi dell’Unione Europea”. Telsche Peters fonda ToscaBio con Claudio Rubegni, profondo conoscitore della cultura e del cibo della Toscana. Giornalista freelance, è autrice del libro “Toskana Bio-Paradiso – 100 produttori biologici”, uscito nel 2011 in Austria e Germania (Stiria Editrice). Lavora come addetto stampa per tre Aziende Biologiche italiane e vive a Montalcino.
Se parliamo di cibi e vini di qualità, allora pr1ma ToscaBio.

ITALIA TV – VAL DI SUGA “Il Brunello uno e trino”

italiatv.it (di Dario Pettinelli) – Risalendo la Strada provinciale del Brunello c’è un piccolo lago proprio davanti ai cipressi di Tenimenti Angelini. Qui c’è la cantina Val di Suga, il produttore del “Vigna del Lago”, di “Vigna Spuntali” e del “Poggio al Granchio”. Se a Montalcino il Brunello è sacro, qui è addirittura uno e trino.
L’utilizzo di uve provenienti dalle tre zone, molto diverse tra loro permette a Val di Suga di rilasciare vini equilibrati ed armoniosi, molto bilanciati, e più protetti dagli sbalzi delle annate.
La trinità è il destino di questo gruppo, che oltre al Brunello a Montalcino produce le altre due grandi denominazioni toscane, il Chianti Classico San Leonino a Castellina e un pregevole Nobile a Montepulciano, il Tre Rose; e ancora il numero tre ce ritorna…
Tre come il triangolo degli Angelini, che poi rivoltato nel logo aziendale genera la V di Val di Suga.
Sfidiamo la cabala e ne parliamo con David Landini, enologo ed agronomo, DNA toscano, cultura e formazione internazionale, prima in Marchesi de Frescobaldi, poi da Marchesi Antinori e oggi a capo di Val di Suga.

50 sfumature di Nobile. Anteprima 2012 a Montepulciano

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italiatv.it – (di Dario Pettinelli) A cinquanta passi dal Museo delle Torture medievali, nel cinquantennale del Consorzio, cinquanta sfumature di Nobile, la prima Denominazione d’Origine Controllata e Garantita d’Italia. Questo il magico intreccio numerologico che lega una grande annata, il suo territorio e la sua storia. Perchè un calice di Nobile è un’esperienza complessa e generosa che risale al 790 d.C. con la donazione di un vigneto alla Chiesa, e che passa per il bottigliere di Papa Paolo III (Sante Lancerio) per poi arrivare ai giorni nostri annoverando le citazioni nel celebre ditirambo del Redi, “Bacco in Toscana” e nel “Candido” di Voltaire (“…maccheroni, pernici di Lombardia e vino di Montepulciano”).
Cinque le stelle per la produzione 2012; un’annata talmente buona che l’investimento di due milioni di Euro da parte della Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano ne preannuncia il successo ancor prima di chi ne scrive. Durante l’Anteprima la Banca ha presentato un programma che prevede condizioni di credito assolutamente privilegiate alle settantacinque aziende produttrici. Questo è “fare sistema”, questa è la strategia di squadra che produce effetti immediati sul territorio, su l’intera comunità e sulla sua economia e che sostiene, “cash in hand”, i produttori.
Buona parte di loro quest’anno rilasciano opere d’arte enologica: Avignonesi, La Spinosa, Boscarelli, Poliziano naturalmente ma anche Il Molinaccio tra i meno noti. E poi Nottola, Ruffino e Salcheto.
Una scelta importante di molti produttori è quella del Sangiovese in purezza, del puro Prugnolo Gentile, come il “Simposio” della Tenuta Tre Rose (Tenimenti Angelini Bertani Domains). Vigne nella zona tradizionalmente più vocata di Montepuciano, filari che scivolano verso la Val di Chiana e il Lago Trasimeno. Ancora il numero cinquanta: tanti gli ettari destinati alla produzione di Nobile. Tre Rose è il marchio a Montepulciano di un grande Gruppo che si distingue con l’amore per la terra e per la raffinata strategia imprenditoriale.
Per il Nobile, come anche per il Brunello a Montalcino, il produttore ha il pregio del massimo rispetto del terroir, un vero amore che viene coltivato con l’utilizzo delle moderne tecnolgie per rituali antichi in botti grandi di rovere e barriques di secondo passaggio. Si pensi che a Montalcino espongono negli uffici le carote del terreno delle loro vigne: argille e galestro sotto vetro che comunicano efficacemente l’amore e la gratitudine per la terra.
La produzione in diverse zone invece, è la chiave strategica che consente bilanciamenti in caso di eventi metereologici straordinari in certe zone ma non in altre, ventilazioni generose su un versante e magari meno su di un altro, e così via. Il produttore è in grado di garantire sempre un vino costante e mantenere sempre la promessa del brand. Rubino, ricco, largo con note rosse; il “Simposio” si fa ricordare.
Il 10% di Canaiolo Nero dona invece al Nobile di Dei un carattere distintivo. Asciutto, molto persistente, profumi di prugna e frutta matura con tannini magistralmente domati. Consigliato.

Cinquant’anni e nove presidenti hanno dato molto al Nobile. La cura sempre crescente, la passione nell’organizzazione anche dei più piccoli dettagli fanno del Consorzio del Nobile una realtà di pregio non solo per la Toscana ma soprattutto per l’Italia nel mondo.
Nobile, ich liebe dich!
Il Nobile è il “grande rosso” preferito dai cugini tedeschi, forse proprio perchè in Germania c’è la maggiore concentrazione di connazionali. Fa piacere pensare che la Signora Merkel, nota estimatrice ed ospite fissa del Belpaese, pasteggi col vino di Montepulciano decidendo le sorti della madre Grecia proprio con un calice di Nobile…
In Italia resta solo il 20% della produzione totale di Nobile: questi sono numeri, carta canta. Quando “facciamo gli italiani” non c’è storia nel mondo: vinciamo noi. Sempre.
Il Nobile di Montepulciano è Montepulciano, la sa raccontare, la interpreta come nient’altro. Le ramerìe, i lastroni di pietra della Piazza Grande, il vento sferzante dei vicoli, il gatto bianco che salta tra i devanzali, il mandarino che incontra la fronte girando l’angolo e sempre il guardo mozzafiato, lungo…, che par disegnato. Valli incantate che vanno rimirate meditando, magari dalla passeggiata panoramica del centro; con un calice di Nobile, of course.
(http://www.italiatv.it)

ITALIA TV. Il Brunello 2010 debutta negli USA e incanta. Franco Biondi Santi disse: “Straordinaria”.

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italiatv.it – Che l’annata 2010 del Brunello di Montalcino fosse a dir poco eccellente e che non avrebbe deluso le aspettative lo si era capito subito. A confermarlo sono i commenti degli esperti che l’hanno assaggiata durante l’anteprima americana di Benvenuto Brunello, tradizionale appuntamento del Consorzio che precede la presentazione montalcinese di febbraio.

Due location di prestigio, il Gotham Hall di NY e il Fairmont di San Francisco, oltre 1.600 tra wine master, giornalisti, ristoratori, sommelier e importatori presenti, 4 seminari, 2 walk around, 3 pranzi con i produttori, 1.300 bottiglie di Brunello e 400 di Rosso stappate in 3 giorni di degustazioni.

Per Francesco Ripaccioli, Vicepresidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, “è stata un’occasione importante per coinvolgere e fidelizzare chi fa opinione e influenza le scelte degli appassionati attraverso tutti i canali, dalla stampa ai ristoranti, dagli importatori ai sommelier, in un mercato strategico come quello americano, che rappresenta quasi il 30% dell’esportazione totale di Brunello”.

A condurre le degustazioni a NY e San Francisco sono stati rispettivamente Christy Canterbury, Master of Wine dal 2011, ed Anthony Dias Blue, tra i massimi esperti di enogastronomia negli Stati Uniti. Entrambi hanno confermato l’eccezionalità dell’annata 2010: “conosco pochi vini invecchiati che sono già così pronti per essere gustati – ha dichiarato la Canterbury. Il frutto è morbido e maturo, i tannini sono già pronti”. “Il gusto dei consumatori americani sta cambiando – commenta Dias Blue –  e c’è sempre più interesse a scoprire le diverse varietà di vino. Non ci sono più solo Chardonnay e Cabernet … gli americani apprezzano e amano il cibo italiano, ma il Brunello che ho assaggiato non è adatto solo alla cucina italiana ma a ogni tipologia di cibo”.

Per Dwight Casimere “thewinedoctor”, responsabile delle pagine food & wine del Times Weekly, “il 2010 è un vino ‘food-friendly’ che esprime il gusto della regione da cui proviene”. Per il mercato americano, thewinedoctor è convinto che “sia importante promuovere il vino insieme al cibo, ponendo quindi attenzione anche alla gastronomia, come si fa in Italia”.
Nunzio Castaldo, Vicepresidente di Winebow Group, che importa e distribuisce negli Stati Uniti il Brunello e altri vini da tutto il mondo, ha commentato che l’annata 2010 “ha grande equilibrio, una perfetta acidità che significa grandi aspettative nel tempo. È un ‘must-have’ che ti connette al territorio e la tradizione montalcinesi”.
Joe Campanale, direttore esecutivo per il settore beverage del prestigioso gruppo di ristoranti Epicurean (dell’anima, Artusi,  Anfora e L’Apicio), elogia l’annata 2010 per il livello di acidità ma anche per la maturità del frutto e la morbidezza dei tannini. “Per questo – aggiunge – credo che il Brunello 2010 avrà un’ampia finestra di fruibilità, ottimo giovane ma con un’acidità che lo renderà gradevole nel tempo”. Per Campanale “i newyorkesi adorano tutto ciò che è italiano e il Brunello rappresenta la più elevata qualità italiana. I consumatori americani, buoni conoscitori e con un’elevata disponibilità economica, si stanno sempre più appassionando e iniziano ad approfondire la conoscenza del territorio di provenienza del vino che consumano. Attraverso il Brunello – conclude Campanale – si accede alla storia, alla tradizione, al territorio e questo  valore supera quello di altri vini nel mondo”.

Quando era stata presentata, la vendemmia 2010 aveva ottenuto le 5 stelle, il massimo del riconoscimento assegnato dagli esperti chiamati ogni anno a giudicare la qualità delle uve raccolte. Anche Franco Biondi Santi, storico produttore di Brunello scomparso nell’aprile 2013, aveva affermato che “la vendemmia 2010 è stata straordinaria”.

I prossimi appuntamenti per assaggiare l’annata 2010 del Brunello saranno a Montalcino dal 20 al 23 febbraio con il consueto appuntamento del Benvenuto Brunello. Il tasting tour internazionale proseguirà invece in Canada il 3 e 4 marzo, per arrivare infine al ProWein di  Düsseldorf, in Germania, dal 15 al 17 marzo.

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