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“Il Palio del Brunello”

il palio del brunello

Le Anterpime Toscane dei Grandi Rossi a Montalcino. – italiatv.it – (di Dario Pettinelli) Siena e la Val d’Orcia rapiscono ogni volta come fosse la pr1ma. Qui Tradizione ed Identità sono temi intrecciati da secoli, con simboli ed icone quantomai vivi e protetti con cura. Come il Palio e il Brunello, che la terza settimana di Febbraio sembrano scambiarsi complici ammiccamenti.

La presentazione a Montalcino della nuova annata del Brunello è diventata evento cardinale del Made in Italy e non solo per l’importanza di questo vino. Incontrare il Brunello qui è emozionante, perchè anche il dettaglio organizzativo diventa rito; come per il Palio.

Sono concentriche le tre zone dove si celebra il Benvenuto, questo ideale “Palio del Brunello”: il rinascente Complesso di S.Agostino, il Chiostro riservato ai giornalisti e il “Campo del calice”, dove va in scena la corsa del Palio. Ai canapi i produttori allineati in perfetto ordine nel corridoio dell’ammezzato del Chiostro, spalla a spalla condividono gioie e ansie. I loro cavalli, questi magnifici Brunello 2010, sono in grande spolvero.

“L’annata è memorabile”, come annuncia il Presidente Bindocci giustamente molto orgoglioso soprattutto dell’ottimo lavoro del Consorzio. Organizzazione perfetta, condizioni di degustazione ideali, abbondante luce naturale dall’alto su tovaglie bianchissime, assenza di rumori molesti e di odori ambientali. Impeccabili come sempre i sommelier.

Come per il Palio di Siena anche per il Benvenuto a Montalcino il rituale inizia già dalla sera prima, quando, reduce da una Montepulciano incantata la stampa specializzata arriva nelle terre del Brunello. Quest’anno, complice una settimana meteorologica perfetta, è stato il cielo stellato sulla Val d’Orcia la cornice da sogno per le cene private.

Tutto è pronto: il Palio del Brunello può iniziare.
Le aspettative già alte sono quasi sempre superate. “Un’annata straordinaria”, come ebbe a dire il Maestro Franco Biondi Santi. Stagione fortunata, con precipitazioni regolari e al momento giusto. Pressochè tutti i produttori rilasciano quest’anno il loro miglior vino del decennio.

Mi faccio Mossiere con la mia sommelier e apriamo con Barbi, perchè la notizia della riapertura della Taverna mi ha stampato il primo sorriso all’arrivo in città. La Taverna dei Barbi è bellissima, è tutto pronto, e per gli enoturisti mancare questa esperienza sarebbe un peccato. Il loro Brunello classico è elegante, mantiene la promessa del mito. Fin dal naso reclama i grandi piatti della cucina montalcinese, magari interpretati alla lettera dal “Una gentildonna ai fornelli” (Ed. Cantagalli), la raccolta delle ricette e dei segreti del “mangiar toscano di Montalcino” (perchè “le sottigliezze fanno la differenza”) curata dalla signora Colombini Cinelli e che ho avuto il privilegio di ricevere dal Capitano dei Barbi, suo figlio Stefano.

Quindi Banfi, Poggio alle Mura: bello, giusto, impeccabile. Ma giù per la discesa verso S.Angelo Scalo ci sono anche Campogiovanni e soprattutto Col d’Orcia. La stella del Presidente Cinzano giganteggia con pochi altri anche quest’anno. Con lui non si sbaglia mai: Brunello sempre garantito, Riserve da mani nei capelli, Col d’Orcia è come uno smoking: apre qualsiasi porta.

Poco distante risalendo più a nord verso S. Restituta va spezzata una lancia per Fattoi, ormai sinonimo di grande Brunello. Lamberto lo si incontra spesso con la terra in capo o con i calzoni impolverati. Le sue sono le “mani del made in Italy”, la conoscenza dei segreti della terra, delle argille. C’è cuore e passione e si sentono.

Si fanno notare Castiglion del Bosco, La Fornace, Fanti, Capanna, Canalicchio di Sopra, Argiano e naturalmente Talenti, che oltre all’ormai leggendario Rosso quest’anno presenta un Brunello ricchissimo al naso e con grande personalità in bocca.

Personalità e stile sono la cifra di un grande Brunello delle terre rosse, giù a Piancornello: Corte dei Venti. Uno dei campi più ventosi al mondo penso, di grande fascino. Arrivarci è già un’impresa e ciò rende ancora più esclusiva l’esperienza. Tutto giusto: colore, bouquet e corpo, profumi autentici e distintivi; affascinante la persistenza. La produttrice lavora bene: donna col cuore in mano mette passione in ogni dettaglio. Non lesina investimenti, non fa compromessi. Perchè in ogni Brunello c’è il carattere del viagnaiolo. Piccola magari, ma con la testa alta.

Val di Suga, il Brunello con gli occhi azzurri e Sesti, Uccelliera, Lisini, Le Potazzine e Il Marroneto esprimono eleganza e per questa si distinguono. Oltre che per il Vigna Spuntali in particolare, raccomando di andare a degustare il Val di Suga in cantina perchè con Davide come anfitrione il Brunello non avrà più segreti per voi.

Ci piace sia tornato Guido Martini, Musico. Brunello sulla buona strada, un’etichetta un pò Twilight, di grande fascino, da Guido Martini ci aspettiamo molto. Io ci punto.
Sanlorenzo, Poggio di Sotto e Le Chiuse alzano ancora l’asticella. Luciano Ciolfi, oltre che essere un bravissimo produttore è proprio quel che si dice una bella persona. Il suo Bramante naturalmente lo rispecchia: tradizione, energia, potenza controllata, grandi profumi.
Nel Poggio di Sotto c’è una potenza imperiosa, con tannini apparentemente non sempre domati ma che lanciano un orizzonte lontano: per niente al mondo mi farei scappare la Riserva l’anno prossimo. Prendere appunti.
Il Brunello della famiglia Magnelli-Valiani è il primo dei Brunelli a cui assegno il massimo punteggio. Il bio de Le Chiuse lo porti al naso e già da quel momento ti chiude gli occhi. In bocca sembra un bacio appassionato, quelli con la mano dietro la testa.

Non se l’abbia a male chi degli altri oltre cento produttori in presentazione qui non viene menzionato. Tutti i Brunello 2010 sono dei grandissimi vini e la Storia è già pronta a celebrarli. Il Benvenuto è solo la prima tappa del viaggio lungo un anno alla scoperta di uno dei tesori di Montalcino.
Resta il tempo per assistere allo sprint finale e vedere chi ha vinto il Palio del Brunello di quest’anno.

L’ultimo giro di Campo inizia a S. Angelo Scalo, dove incontro la mia personale maestra jedi, che mi spia Querce Bettina. Prima il Rosso in Osteria e poi il Brunello nell’ideale “Acropoli di Montalcino”, il complesso di S. Agostino come lo immaginano i promotori del progetto di recupero.
Roberto Moretti firma un Brunello fresco, distinto, con le promesse più interessanti dell’anno.

La corsa del Palio è all’ultima curva. La suspense è all’acme. Davanti a tutti restano tre cavalli, perfetti, massimo punteggio: Castello Romitorio Filo di Seta, il Brunello di un grande artista italiano di fama internazionale, sugli scudi fin dai tempi della “Transavanguardia”, Sandro Chia; ma un passo ancora più avanti c’è la regina, Donatella Cinelli Colombini. Brunello 2010 da appaluso a scena aperta. Non mancherà mai nella mia teca.

“Squillino le trombe, rullino i tamburi!”.
Tutti in piedi per La Cerbaiola dei Salvioni. Ci vorrebbero la scalinata di Trinità dei Monti, centro metri di petali di rose rosse e il Preludio della Traviata. Mi sono commosso. Completamente rapito, stregato; un colpo di fulmine. Non posso dire di più: ci vorrebbero parole che non ci sono.

Il Palio dl Brunello è celebrato.
L’attenzione torna alla notizia più importante di quest’anno: la rinascita del cuore di Montalcino.
L’avventura non finisce qui…
(Continua)

(https://italiatv.wordpress.com/)

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ITALIA TV. Palio di Siena. L’Assunta all’Onda

dario pettinelli italia tv

italiatv.it – La contrada dell’Onda  ha vinto il Palio dell’Assunta. I contradaioli festeggiano di nuovo la vittoria a distanza di 1 anno e un mese dopo la vittoria del luglio 2012. In sella al cavallo Morosita Prima il fantino Giovanni Atzeri, detto Tittia che a luglio aveva già vinto il Palio con la contrada dell’Oca. Un bis in rimonta per il fantino, portato in trionfo fino al Duomo. E’ la prima volta che Tittia, quattro successi su venti partecipazioni al Palio, vince con una contrada che non sia l’Oca.
Un Palio con una mossa lunga, con Selva di rincorsa e l’ Oca in prima posizione seguita da Bruco, Onda, Lupa, Tartuca, Torre, Nicchio, Aquila, Chiocciola.   L’Onda aveva avuto una mossa non fortunata, col cavallo inciampato nel canape, circostanza che l’ha relegata alla sesta posizione fino alla prima curva di San Martino da dove Giovanni Atzeni ha condotto la cavalla Morosita Prima verso la vittoria. La prima parte della corsa era stata dominata dalla Lupa. Per il cavallo della Chiocciola raggi x alla zampa anteriore destra.
Invece è caduto al secondo passaggio di San Martino un altro favorito, Luigi Bruschelli detto Trecciolino, che deve rimandare al prossimo Palio l’agognata quattordicesima vittoria, con cui eguaglierebbe il record – in tempi moderni – di Andrea Degortes detto Aceto. Il suo cavallo, Oppio, rimasto “scosso”, cioè senza fantino, è arrivato secondo a una lunghezza dall’Onda facendo una sua rimonta nel terzo giro. Infortunato il cavallo della Chiocciola, Phalena, montato dal fantino Silvano Mulas detto Voglia: il baio, una femmina di 5 anni, è inciampato a San Martino nel travolgere Trecciolino andato a terra.
E’ stata la “Carriera delle nonne”, ovvero le contrade che da più tempo non vincono il drappellone o “cencio” come lo chiamano i senesi. C’erano anche Chiocciola, Nicchio e Aquila, che non vincono da maggior tempo proprio insieme alla Lupa, a digiuno addirittura dal 2 luglio del 1989.  “Come per la Formula 1 c’è una fetta di spettatori che guardano solo le partenze del Gran Premio per assistere ad un incidente – aveva detto il sindaco Valentini – anche per il Palio c’è una piccola fetta di spettatori che guardano il Palio sperando che si faccia male un cavallo. E’ la più grossa offesa che possono fare alla città mentre invece Siena ha sempre avuto grandissima attenzione per i cavalli e anche quest’anno è stato fatto un lavoro oggetto di ammirazione da parte di tutti”. Valentini ha anche detto che “i cavalli che correranno in piazza provengono da un lotto molto affidabile, testato e selezionato da una base molto ampia, è quanto di meglio abbiamo trovato e su questo i capitani delle contrade hanno fatto le loro scelte”. La Carriera è stata preceduta prima dalla benedizione dei cavalli e poi dal corteo storico. (G.Adinolfi – Repubblica). https://italiatv.wordpress.com/

ITALIA TV. “Lo Specialista” montato da Scompiglio vince il Palio dell’Assunta per il Valdimontone

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italiatv.it – A sorpresa il Valdimontone vince il Palio dell’Assunta con il cavallo Lo Specialista e il fantino Jonatan Bartoletti, detto Scompiglio. La contrada infatti non era indicata tra le favorite ma la coppia ha sfruttato in pieno l’ottima mossa partendo in testa e riuscendo a resistere ai furiosi assalti di Tartuca, Leocorno e Selva, che hanno tentato in tutti i modi di superarla. Una mossa laboriosa, ben guidata dal mossiere Bartolo Ambrosione, che ha chiamato le contrade nel seguente ordine: Drago, Valdimontone, Pantera, Istrice, Onda, Giraffa, Selva, Leocorno, Tartuca e Civetta di Rincorsa. Al via, il Valdimontone è schizzato in testa seguito dalla Pantera. Alla prima curva di San Martino è caduto il Drago che ha trascinato dietro di se altre 5 contrade: Onda, Giraffa Pantera, Civetta e Istrice. Il Valdimontone ha proseguito la sua corsa con grande determinazione, vincendo un Palio per il quale erano favorite altre contrade a partire dall’Onda, il cui fantino Trecciolino puntava alla quattordicesima vittoria della sua carriera. Grande la festa nella contrada che non vinceva dal lontano 16 agosto 1990. Si tratta della 44esima affermazione. La prima per il cavallo, la seconda per il fantino Bartoletti, toscano di Pistoia, 31 anni, su 9 corse disputate. https://italiatv.wordpress.com/

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