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ITALIA TV. Montalcino, Tipa smentisce acquisizione La Velona

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di Dario Pettinelli (direzione@italiatv.it) – “Non è vero che abbiamo rilevato La Velona come è stato scritto recentemente. Il nostro Gruppo (Colle Massari n.d.r.) è interessato dall’autunno scorso a quelle terre e abbiamo da tempo l’appoggio delle banche a sostegno dei nostri progetti di valorizzazione, soprattutto per la città di Montalcino, come lo sforzo per il Chiostro di S. Agostino. Sfortunatamente però l’attuale proprietà de La Velona ha dato prova di scarsissima serietà, e per noi col DNA svizzero questo è inaccettabile. Quando è trapelato il nostro nome come possibili acquirenti, improvvisamente il prezzo è volato alle stelle e malgrado la nostra offerta sia tutt’ora la più alta in assoluto ci troviamo sospesi.” Così Claudio Tipa per la proprietà del Gruppo della famiglia Bertarelli.

D. La ringrazio per la preferenza. Il vostro Gruppo sta pensando di rinunciare a quella terra?
TIPA. “Noi siamo interessati; il problema qui a Montalcino è la poca serietà di produttori e di qualche suo collega giornalista. Questo incidente è una cosa grave e penso si debbano prendere delle decisioni per il futuro, perché, ripeto, è inaccettabile questa cialtroneria.”

“IO sono DONATELLA”, un nuovo Brunello di Montalcino, il migliore del Casato Prime Donne

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italiatv.it – di Marzia Morganti Tempestini) Questo Brunello è la realizzazione del sogno di Donatella Cinelli Colombini, il sogno di una cantina tutta al femminile, il Casato Prime Donne di Montalcino, la prima in Italia, nata come un atto di coraggio è poi divenuta una bandiera dell’enologia in rosa. Ogni anno organizza un premio dedicato al territorio e alle donne che tracciano nuove strade verso il futuro.

Ma anche il sogno di produrre grandi vini in una zona fresca di Montalcino, a cui il global warming ha regalato un nuovo, grande potenziale qualitativo. Oggi, le vigne piantate da Donatella, le sperimentazioni sui lieviti autoctoni selezionati e le prove sui legni e sulle dimensioni delle botticelle per la maturazione, danno frutti eccellenti. Grandi e alcuni grandissimi vini, contraddistinti da eleganza e armonia. Sono esportati in 34 Paesi esteri e destinati a una clientela esigente e selezionata.

Il Brunello IOsonoDONATELLA è la conclusione di 18 anni di lavoro paziente, da quando, nel 1998, Donatella prese due proprietà dei genitori: il Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda a sud del Chianti. Pian piano le ha trasformate in due eccellenze del vino e del turismo. Luoghi dove l’autenticità diventa racconto, alta qualità e emozione.

IOsonoDONATELLA è dunque un Brunello capolavoro che verrà prodotto solo nelle grandi annate, come l’attuale 2010 (5 stelle) celebrata nel mondo per la sua straordinaria qualità. Insieme al vino c’è una storia personale ed ecco che la bottiglia è coperta di stelle che brillano alla luce e, al centro, prendono la forma di un anello da donna con dentro uno stemma in oro. E’ il simbolo che Donatella ha scelto per i suoi vini. Ma c’è anche un altro significato, prima di produrre vino Donatella si è laureata (con il massimo dei voti) in storia dell’arte e per anni ha studiato oreficeria medioevale: smalti, statuette, oggetti liturgici e sigilli cioè piccoli bassorilievi, spesso contenuti in anelli, che servivano per dare autenticità ai documenti. Donatella ha messo il suo sigillo sul vino, quasi a dire, ancora una volta, “IO sono DONATELLA”. Anche la scatola che contiene la bottiglia, studiata insieme a tutto il progetto grafico da Giuditta Parisi – Archimedia, è un frammento di storia personale: la superficie esterna riproduce infatti la tela di Pienza, un antico tessuto a piccoli rombi che è visibile nella Maestà (1311) di Duccio di Buoninsegna il più celebre e celebrato capolavoro dell’arte senese.

Un Brunello prezioso, studiato nei dettagli sia dentro che fuori la bottiglia. IOsonoDONATELLA è una selezione di soli 600 esemplari che verranno centellinati fra i migliori clienti di tutto il mondo. Il prezzo al pubblico sarà intorno ai 200€ a bottiglia ma, data la rarità, chi vuole essere sicuro di averne una dovrà andare nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini nella Toscana più antica e più intatta. Troverà   scrigni di passione vignaiola, luoghi storici, racconti e opere d’arte contemporanea. Cantine << dove siete i benvenuti perché oltre al vino e all’arte la mia grande passione sono le “Cantine aperte” >> ha scritto Donatella sulle scatole del suo vino a ribadire un invito pieno di fascino.

IOsonoDONATELLA diventa anche l’hashtag #iosonodonatella che, dall’inizio di dicembre, conterrà le immagini del vino e non solo. Della serie “Donatelle del mondo unitevi” perché saranno ben accetti tutti i contributi collegati a questo nome e non solo riferimenti al vino. Vino, persone, oggetti …… e alla fine del prossimo anno, l’autore dell’immagine più bella riceverà in dono una vera bottiglia del prezioso Brunello.

ITALIA TV. Montalcino. Finale stellare per il “Jazz&Wine” di Castello Banfi

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italiatv.it – Bassista, cantante e compositore brasiliano apprezzato a livello mondiale, Alfredo Paixao suona il basso a sei corde con un approccio armonico e stilistico assolutamente personale e innovativo. Proviene da una famiglia di musicisti e a soli 12 anni si diploma in chitarra classica presso il conservatorio di Brasília.
Alla fine del 1988 arriva in Italia, suonando e collaborando al fianco di artisti del calibro di, solo per citarne alcuni, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, Teresa de Sio, Giorgia, Paola Turci, Laura Pausini. Ricorda Paixao: «Ho avuto modo di lavorare con i migliori artisti italiani, gente che mi ha insegnato cose indescrivibili come la profondità e l’emozione».

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A Jazz & Wine in Montalcino il trio del bassista carioca (Ettore Carucci – piano, Alfredo Paixao – basso, Roberto Pistolesi – batteria) sarà accompagnato dallo straordinario sax di Maurizio Gianmarco come special guest e  presenterà il suo nuovo progetto inedito che sarà registrato nel prossimo inverno. La musica ovviamente viaggia tra il jazz (particolarmente Cool & bop) e la musica brasiliana stile in cui Alfredo è un indiscusso punto di riferimento a livello mondiale. Il repertorio è tutto originale e melodico, con una ricerca ritmica elaborata ma mai irraggiungibile anche per il pubblico meno specificamente preparato. Insomma un progetto in cui la bellezza della musica è l’unico ed esclusivo obiettivo.
Per il diciottesimo anno consecutivo due piaceri così intimi ed intensi, la musica jazz ed il grande vino di qualità, celebrano con crescente successo il loro entusiasmante incontro nella città simbolo del Brunello, Montalcino. Confermato anche il gemellaggio tra il festival Jazz & Wine in Montalcino, Jazz&Wine of Peace Festival di Cormòns, Zola Jazz & Wine e il Vino & Jazz Marche. Toscana, quindi, Friuli Venezia Giulia, Emilia e Marche, unite all’insegna della musica di qualità e del buon vino. Un confronto imperdibile, con realtà territoriali e produttive diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa passione per il grande jazz.
Il festival sarà anche un tributo alla memoria del compianto Giampiero Rubei, ideatore, anima e cuore del Jazz & Wine. Nel segno della continuità, la Direzione Artistica è affidata al figlio, Paolo Rubei.

sito web: www.castellobanfi.itwww.castellobanfiilborgo.comhttp://www.montalcinojazzandwine.com/ facebook.com/CastelloBanfi – facebook.com/jazzandwinemontalcino – twitter.com/CastelloBanfi Instagram: Banfi Vini – Google+: Banfi Vini http://bit.ly/1kqaaAR

ITALIA TV. ToscaBio. “La Dispensa della Felicità”

italiatv.it (di Dario Pettinelli) – Tra i colli e le valli della Toscana che fa sognare ci sono angoli già unici e straordinari per vocazione naturale che a volte, è proprio questo il caso, diventano magici. Si pensi alla particolarità delle terre di Montalcino ad esempio: solo in quelle specifiche condizioni ambientali, e seguendo tutte le prescrizioni del Disciplinare, è possibile produrre il noto Brunello; oppure gli oliveti per il celebrato extra-vergine toscano; o ancora il miele; e la lista è lunga.

ToscaBio
ToscaBio ha setacciato la Toscana selezionando le migliori produzioni bio e propone dal sito internet www.toscabio.com quello che senza dubbio possiamo definire, omaggiando Ada Boni, “la dispensa della felicità”. Solo prodotti certificati biologici: olio extra-vergine, miele, vino, confetture e composte, salse e creme, sughi e zuppe, sali ed erbe aromatiche, cereali, legumi, infusi e naturalmente pasta e tartufi. Tutto solo e rigorosamente toscano e biologico.

“Teteska di Cermania”, è Telsche Peters che sintetizza la filosofia di ToscaBio: “La qualità del prodotto è un elemento fondamentale per il nostro settore, per questo crediamo che solo chi conosce e lavora direttamente i prodotti della propria terra, con le stesse cure e attenzioni di una famiglia, possa far nascere prodotti genuini che restituiscano il vero sapore e quell’autenticità che va perdendo. La nostra filosofia è quella di portare ai nostri clienti tutta la qualità delle migliori produzioni alimentari toscane e spedirle direttamente dalla Toscana, garantendo al consumatore la massima freschezza per i prodotti freschi, come i Tartufi, e tempi brevi di spedizione per l’Italia e per i paesi dell’Unione Europea”. Telsche Peters fonda ToscaBio con Claudio Rubegni, profondo conoscitore della cultura e del cibo della Toscana. Giornalista freelance, è autrice del libro “Toskana Bio-Paradiso – 100 produttori biologici”, uscito nel 2011 in Austria e Germania (Stiria Editrice). Lavora come addetto stampa per tre Aziende Biologiche italiane e vive a Montalcino.
Se parliamo di cibi e vini di qualità, allora pr1ma ToscaBio.

ITALIA TV – VAL DI SUGA “Il Brunello uno e trino”

italiatv.it (di Dario Pettinelli) – Risalendo la Strada provinciale del Brunello c’è un piccolo lago proprio davanti ai cipressi di Tenimenti Angelini. Qui c’è la cantina Val di Suga, il produttore del “Vigna del Lago”, di “Vigna Spuntali” e del “Poggio al Granchio”. Se a Montalcino il Brunello è sacro, qui è addirittura uno e trino.
L’utilizzo di uve provenienti dalle tre zone, molto diverse tra loro permette a Val di Suga di rilasciare vini equilibrati ed armoniosi, molto bilanciati, e più protetti dagli sbalzi delle annate.
La trinità è il destino di questo gruppo, che oltre al Brunello a Montalcino produce le altre due grandi denominazioni toscane, il Chianti Classico San Leonino a Castellina e un pregevole Nobile a Montepulciano, il Tre Rose; e ancora il numero tre ce ritorna…
Tre come il triangolo degli Angelini, che poi rivoltato nel logo aziendale genera la V di Val di Suga.
Sfidiamo la cabala e ne parliamo con David Landini, enologo ed agronomo, DNA toscano, cultura e formazione internazionale, prima in Marchesi de Frescobaldi, poi da Marchesi Antinori e oggi a capo di Val di Suga.

ITALIA TV. Carni e salumi della Val d’Orcia. Intervista a Carlo Pieri

italiatv.it – Intervista a Carlo Pieri, Poggio Stenti, Val d’Orcia. (di Dario Pettinelli)

(www.italiatv.it)

ITALIA TV. Esclusiva. Un’Acropoli nel futuro di Montalcino. Intervista ad Edoardo Milesi

Edoardo Milesi -  ITALIA TV

italiatv.it – (Intervista esclusiva di Dario Pettinelli) Col recupero del complesso di S. Agostino nel cuore di Montalcino si prefigura  una fase nuova nella storia di questa città. Nuova perchè il progetto ridisegna  il rapporto tra “gli abitanti, i luoghi e le cose, considerando la città come  punto d’incontro tra le cose materiali e i comportamenti umani”. Una sorta di  Acropoli per Montalcino e la Val d’Orcia, come negli intenti della Summer School  2015 tra Toscana, Tunisi e Roma, a cura della Scuola Permanente dell’Abitare.

Ne abbiamo parlato con l’architetto Edoardo Milesi, anima del progetto reso possibile dal finanziamento della Fondazione Bertarelli e della Regione Toscana, e che ringraziamo per averci preferito.

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D. Architetto Milesi, da una parte la valorizzazione del patrimonio artistico ospitato nel complesso di Sant’Agostino, ma dall’altra soprattutto la rinascita di un luogo per costruire e coltivare relazioni, un luogo della partecipazione. Qual è lo stato dell’arte ad oggi?

Milesi. “Quattro mesi fa, a novembre, è stato ultimato il restauro della Chiesa e a dicembre quelli del primo lotto degli affreschi, quelli della parete nord ed est. I lavori proseguiranno fino al 2017 col finanziamento della Fondazione Bertarelli. Nei prossimi tre mesi saranno ultimati i lavori di restauro del percorso interno al monastero con il recupero del secondo chiostro e della corte interna. Subito dopo, a giugno, saranno ultimati i lavori della porzione dell’ex casa di cura che ospiterà la sede della Scuola Permanente dell’Abitare. Dopo l’estate inizieranno i lavori per il riuso della porzione dell’ex casa anziani che ospiterà la sede del Consorzio del Brunello”.

D. Un progetto che rilancerà la dimensione comunitaria della città.

Milesi. “Quando si recupera un complesso come quello di Sant’Agostino non si recuperano solo i suoi muri, ma la cultura che al suo interno pulsava. Una cultura urbana basata sull’interscambio tra quello che si produceva dentro e fuori. Molte attività diverse che si intrecciano tra loro. Attività museali con altre attività complementari (restauro, conservazione, progettazione di nuovi luoghi e nuovi arredi urbani…) che devono diventare attività normali della città”.

D. Una rinnovata partecipazione e condivisione. Quale sarà la funzione della Scuola Permanente dell’Abitare in questa fase nuova?

Milesi. “Avrà la funzione di incubatore culturale per la città di Montalcino costituendo uno spazio aperto per seminari didattici internazionali su temi diversi (architettura, cucina, musica da camera, spettacoli di strada, enologia, design, arte….); sarà ufficio di consulenza per la promozione del territorio; curerà workshop residenziali, accademia del gusto, caffè letterario… Per questo motivo le attività all’interno del complesso devono essere partecipate. Il processo partecipativo va avviato soprattutto suscitando stupore pur essendo congeniale alla gente che lo frequenta, per questo deve possedere doti di spregiudicatezza, di semplicità e di sofisticazione, di flessibilità e intercambiabilità”.

D. Il progetto di recupero nel cuore della città rinnova anche il bisogno umano dell’abitare, dell’abitare il luogo del vivere insieme; guarda ad un nuovo “noi” comunitario.

Milesi. “Perché il programma non sia un’esercitazione stilistica, ma un evento di architettura, il recupero deve essere funzionale al riuso mediante un programma di funzioni urbane necessarie e attese, per mettere l’edificio nella condizione di svolgere il suo nuovo ruolo senza perderne l’identità. Il metodo
deve essere quello della stratificazione “astilistica” in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro”.

L’estate 2015 rappresenterà per Montalcino una pietra miliare della sua storia. C’è un grande futuro alle spalle di questa città e questa Acropoli rappresenterà la proiezione spaziale di un nuovo modo di “abitare insieme”.

(https://italiatv.wordpress.com/)

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