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Archivio per Hotel de Roussie

ITALIA TV. Cocktail. 3 film per lo Stravinskij Bar dell’Hotel de Roussie

di Dario Pettinelli) – Complice un meteo generoso a Roma è già tempo di cocktail all’aperto. Quali sono i luoghi dove si celebra il rito dell’aperitivo? Per bere bene la lista non è lunghissima e la prima scelta è sempre tra cocktail bar e hotel di lusso.
Il portiere d’albergo con cilindro e redingote “fumo di Londra” è la prima immagine dell’Hotel de Roussie, in via del Babuino 9. Sorriso misurato, un cenno della testa e si è già nei corridoi della residenza romana preferita dagli attori in copertina e da molti potenti del mondo. Passeggiando tra le vetrinette di Pomellato e altri brand del luxury si arriva allo Stravinskij Bar.

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E’ qui che la memoria cinematografica gioca la sua prima carta, complice Alex. Aplomb impeccabile, eleganza disinvolta, con Alex sovviene “Kingsman – Secret Service”, di Matthew Vaughn . “Un gentleman è colui che è sempre a suo agio, in qualsiasi situazione” insegnava Colin Firth al giovane allievo Taron Egerton; Alex è di quella scuola. Gli amanti del dettaglio qui possono apprezzare il polsino immacolato ed inamidato del barman, la cura della luce giusta, l’assenza di impronte dell’ultimo avventore sui vetri dei tavolini, l’atmosfera sonora e l’attenzione degli addetti che entrano ed escono
dalla cucina senza mai spalancare la porta come fosse il saloon dei film western ma curandosi che non sbatta per non disturbare chi sorseggia al bancone.
Un premio per gli occhi è la prima vista della Piazzetta Valadier, un’oasi protetta nel cuore della Capitale, avvolta dall’hotel per tre lati e con il pendìo già rigoglioso come quarto che fa fuggire l’occhio su fin quasi al Pincio e al cielo azzurro della primavera romana. Rose e fiori d’arancio la prima suggestione olfattiva.
Il salotto all’aperto del de Roussie evoca le piazzette celebri, come quando fa più caldo e sovviene l’atmosfera mondana di Capri, tanto amata dalla Cancelliera Merkel che quando è a Roma degusta qui il suo Brunello di Montalcino (l'”Agostina Pieri” annata, come ci spia il sommelier).

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Questo è il “The laser’s field” di Daniele. Non c’è tavolo che non sia sotto il controllo del suo sguardo. Riconosce i clienti abituali ai quali riserva presenza discreta e attenta, sa chi beve cosa, conosce le manìe dei martiniani. Preciso e sornione, anche quando tutti i tavoli sono in servizio è attento nel curarsi del benessere di ogni ospite: olive, miele di castagno e Parmigiano Reggiano. Anticipa la fine del mio Martini Cocktail, sa che prediligo il gin distillato a freddo e arriva con la seconda coppa proprio mentre poso l’ultimo sorso: “Oxley con twist, naturalmente”.

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Come in ogni piazzetta mondana la situazione si svolge su due piani paralleli: quello apparente e percettibile, delle conversazioni, delle gestualità al tavolo, e quello degli sguardi, degli ammiccamenti. La piazzetta diventa palcoscenico in questo fare: le signore fanno scivolare la mano tra i capelli, le ragazze come modelle attraversano con ogni pretesto tra i tavoli per mostrare i loro tacchi a spillo.

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Dietro il bancone all’aperto c’è Barbara. Quando gli ospiti aumentano e i cocktail da preparare diventano decine la sfida del perfetto servizio parte da lei. Barbara all’opera è “la sposa” di Kill Bill vol.1 al Gonpachi – Roppongi: cinque clienti al bancone e flusso di comande continuo. Manipola lo strainer come Uma Thurman la katana, shaker e mixing glass passano tra le sue mani con la velocità del gioco dei tre bicchieri coperti. Escono
cocktail a ripetizione, mai un attimo doma, sguardo concentrato, conta le gocce di vermouth e governa il perlage dello champagne.
Tutto fila liscio, il complicato appare semplice e tra gli ospiti si contano sorrisi, benessere e compiacimento. (www.italiatv.it)

 

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