ITALIA TV

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ITALIA TV. Montalcino cerca idee

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italiatv.it – di Dario Pettinelli (direzione@italiatv.it) – MONTALCINO. Grande la soddisfazione dei produttori di Brunello per le 5 stelle che ha meritato l’annata 2015. Fabrizio Bindocci, Presidente del Consorzio: “Le nostre aziende sono oltremodo soddisfatte da questa vendemmia. È senza dubbio un’annata di eccellenza come non se ne vedevano da alcuni anni. Il clima è stato clemente, con un’estate molto calda ma con piogge che hanno aiutato le uve ad arrivare al giusto grado di maturazione”.
Il 2015 sarà ricordato anche per il successo dell’export cresciuto ancora una volta, e oltre le aspettative.
Il Benvenuto Brunello, formula di straordinario successo risalente al 1992, per la sua data montalcinese richiederebbe qualche riflessione. Diciamo subito che l’organizzazione dell’evento ha raggiunto livelli di qualità molto alti: fatta eccezione per un po’ di attesa all’ora di convocazione della cena, è molto difficile trovare motivi di lamento. E tutto sommato considererei più grave una mancanza durante le ore di degustazione tecnica piuttosto che un po’ di fila per lasciare il soprabito dove si è comunque ospiti ad un cena di gala in un Complesso di altissimo valore storico ed artistico con un menu di tutto rispetto (malgrado sia stato stampato distrattamente).

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L’illuminazione per le degustazioni in sala è perfetta, i tavoli (quelli riservati alla stampa nei primi due giorni) sono ben organizzati, completi, sempre puliti e riforniti. I sommelier dell’AIS sono dediti, seri e professionali, anche se una maggiore cura nel portamento delle divise è consigliabile.
La riflessione sull’evento è richiesta perché ormai sono solo poco più della metà dei produttori quelli che partecipano: un segnale che non si può ignorare. Per quanto impegnativo finanziariamente non sembrerebbe questo il motivo principale addotto da chi non partecipa. La risposta più diffusa, ma non l’unica, riguarda la postazione del produttore, “il banchetto”: è ritenuto angusto, scomodo. La disposizione dei banchetti, malgrado quest’anno sia stata spostata nel primo chiostro risulta comunque non adeguata al pregio dei vini. Nei giorni dedicati al pubblico il produttore viene assalito da genti di tutte le provenienze ed odori, in gran parte per una rumorosa scampagnata, per bere dopo una corsa in moto, o in bici, o per far svagare i figli. Insomma, non proprio l’alto profilo del Brunello.

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Le idee per migliorare, o meglio per rivoluzionare l’evento ci sono. Donatella Cinelli Colombini “Chi vuole essere un leader, e il Brunello lo vuole, deve avere il coraggio di rimettersi in gioco, anche se questo è rischioso, è faticoso, fa paura, crea conflitti …. Ma apre le strade verso il futuro, consolida il successo evita di “passare di moda” e fa entrare nella categoria dei “grandi classici” che sanno evolversi, con cultura ed eleganza, apparendo sempre al passo con i tempi. Quali potrebbero essere le formule? Magari il collegamento alla moda o al cinema, magari una proiezione di enormi immagini sulle mura della fortezza, magari la creazione di un centro di animazione capace di mostrare ai turisti la storia e la produzione del Brunello ispirandosi ai musei più innovativi del mondo, magari un festival dedicato ad accrescere il numero dei Brunello lovers ….”.
Francesco Marone Cinzano rilancia convintamente quanto dichiarato in esclusiva al Gambero Rosso a Settembre: “Il Rosso di Montalcino è un prodotto fondamentale, è il portabandiera di questi luoghi, della loro unicità. Se avessi la bacchetta magica valuterei ciascuna annata all’uscita del Rosso di Montalcino e farei proprio del Rosso il testimonial della qualità dell’annata; trasformerei le anteprime in presentazioni del Rosso di Montalcino dove si può creare l’aspettativa del Brunello che verrà, e che in ogni caso si esalterà e si svelerà completamente con l’invecchiamento”.

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Marone Cinzano ha ragione: il Brunello è un vino che malgrado sia rilasciato al pubblico nel quinto anno dalla vendemmia richiede tempo e pazienza, certamente non fretta per essere goduto e tantomeno per essere valutato. Sono rare le annate del Brunello “subito pronto” ed anche quando lo è stato, in ogni caso il tempo gioca sempre a favore. Oggi, col 2011 in scena non c’è giornalista, esperto o brunellista che dovendo scegliere un Brunello per la sua cena non si rifaccia al 2008, al 2006 o magari anche a qualche annata precedente; Riserve a parte. E allora perché non ripartire dal Rosso di Montalcino per le Anteprime, lasciando tutto il tempo che il Brunello vuole per essere giudicato? Francesco Monaci (Agostina Pieri) mi parla da qualche anno della rivalutazione delle cosiddette “annate minori”: il motivo è sempre lo stesso.
Una lancia va spezzata per il Presidente Bindocci, perché ha ragione quando dice che il Benvenuto Brunello è uno sforzo del quale beneficiano tutti i produttori di Montalcino, anche quelli che non partecipano all’evento. Il lavoro del Consorzio non è facile; se il Brunello eccelle nel mondo, se l’export cresce, se il prestigio è sempre più alto, dobbiamo ricordare che buona parte del merito è di chi se ne occupa. http://www.italiatv.it/

 

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