ITALIA TV

Mani e menti del Made in Italy per lo sviluppo economico

Archivio per Donatella Cinelli Colombini

ITALIA TV. A Chaimaa Fatihi, Giuseppe Casciaro, Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback il Premio Casato Prime Donne 2016

Chaimaa Fatihi

Chaimaa Fatihi, 23 anni, studentessa di legge a Modena e delegata dei Giovani Musulmani d’Italia al Forum Nazionale Giovani, all’indomani della strage al Bataclan ha dato voce ai fedeli del Corano che hanno orrore della violenza con una lettera aperta ai terroristi ripresa nella prima pagina di “Repubblica” “Maledetti terroristi” ha scritto “La mia fede è l’Islam, una religione che predica la pace …. Da musulmana vi rinnego, vi combatto con la parola, l’informazione, con la voce di chi vive quotidianamente la propria fede, dando esempio dei suoi insegnamenti”.

In questa giovane donna che ha affrontato gli integralisti con il velo indosso e a mani nude, la Giuria del Premio Casato Prime Donne – composta da Donatella Cinelli Colombini presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione- ha visto un esempio di coraggio e di una nuova femminilità capace di muovere le coscienze.

I premi della sezione giornalistica, destinati a chi divulga il territorio di Montalcino e il Brunello, sono andati a Giuseppe Casciaro per l’articolo “Dall’albergo vicino a Montalcino un panorama suggestivo. Castello di Velona pubblicato ne La Repubblica , Bruno Gambacorta per il servizio televisivo intitolato “50 anni della DOC” trasmesso in TG2 Eat Parade e Filippa Lagerback per il programma TV “In bici con Filippa: Montalcino ” trasmesso in “Bike Channel”.
Il vincitore della sezione fotografica verrà scelto attraverso il voto on line a cui tutti sono invitati a partecipare entro il 4 settembre http://www.cinellicolombini.it. La scelta è fra 5 immagini finaliste scelte dalla Giuria del premio e realizzate da Claudio Calvani, Maurizio Rellini, Andrea Rabissi e Samuele Tronchi.
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Montalcino domenica 18 settembre e proseguirà al Casato Prime Donne, la prima cantina con un organico interamente femminile.

PREMIO CASATO PRIME DONNE. L’iniziativa è giunta quest’anno alla sua 18° edizione e si prefigge lo scopo di valorizzare il ruolo femminile nella società e nel lavoro oltre che promuovere i territori dei vini Brunello e Orcia. Negli anni ha avuto un ruolo importante nello stimolare e valorizzare scrittori, giornalisti e fotografi che hanno fatto conoscere nel mondo questo splendido angolo di Toscana.
Nella cantina che organizza il Premio, il Casato Prime Donne, sulle pendici di Montalcino, la sala intitolata a Ilda Bartoloni, giornalista RAI a cui si deve la rimodulazione dell’iniziativa in chiave femminile, ospita le fotografie vincitrici di tutte le passate edizioni. Si tratta di scatti di grande intensità interpretativa che testimoniano il variare della percezione del paesaggio e la diversa sensibilità nei confronti della campagna del Brunello.
Il Premio “Prima Donna” conferito dal Presidente della Giuria Donatella Cinelli Colombini viene consegnato ogni anno a un personaggio simbolo del mondo femminile. Donne che si sono particolarmente distinte per coraggio, eticità di comportamenti e costituiscono un modello per tutte le altre. Ciascuna di loro detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo-naturalistico nei vigneti del Brunello di Montalcino. Accanto a ogni iscrizione c’è un’istallazione di arte contemporanea di un artista toscano.

Vincitrici passate edizioni

2004 – Kerry Kennedy diritti umani

2005 – Congregazione delle Missionarie del S. Cuore di Gesù

2006 – Volontarie del Telefono Rosa

2007 – Frances Mayes , scrittrice

2008 – Josefa Idem, atleta olimpionica

2009 – Ilaria Capua – virologa Deputata al Parlamento italiano

2010 – Samantha Cristoforetti, astronauta

2011 – Carla Fendi, stilista e mecenate della cultura

2012 – Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace e attuale Ministro degli affari regionali

2013 – Linda Laura Sabbadini Dirigente ISTAT autrice di indagini sulla violenza sulle donne

2014- Sandra Savaglio astrofisico di fama internazionale rientrata in Italia per insegnare all’Università di Cosenza

2015 – Giusy Nicolini Sindaco di Lampedusa e Linosa in prima linea nell’accoglienza dei profughi

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ITALIA TV. Montalcino cerca idee

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italiatv.it – di Dario Pettinelli (direzione@italiatv.it) – MONTALCINO. Grande la soddisfazione dei produttori di Brunello per le 5 stelle che ha meritato l’annata 2015. Fabrizio Bindocci, Presidente del Consorzio: “Le nostre aziende sono oltremodo soddisfatte da questa vendemmia. È senza dubbio un’annata di eccellenza come non se ne vedevano da alcuni anni. Il clima è stato clemente, con un’estate molto calda ma con piogge che hanno aiutato le uve ad arrivare al giusto grado di maturazione”.
Il 2015 sarà ricordato anche per il successo dell’export cresciuto ancora una volta, e oltre le aspettative.
Il Benvenuto Brunello, formula di straordinario successo risalente al 1992, per la sua data montalcinese richiederebbe qualche riflessione. Diciamo subito che l’organizzazione dell’evento ha raggiunto livelli di qualità molto alti: fatta eccezione per un po’ di attesa all’ora di convocazione della cena, è molto difficile trovare motivi di lamento. E tutto sommato considererei più grave una mancanza durante le ore di degustazione tecnica piuttosto che un po’ di fila per lasciare il soprabito dove si è comunque ospiti ad un cena di gala in un Complesso di altissimo valore storico ed artistico con un menu di tutto rispetto (malgrado sia stato stampato distrattamente).

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L’illuminazione per le degustazioni in sala è perfetta, i tavoli (quelli riservati alla stampa nei primi due giorni) sono ben organizzati, completi, sempre puliti e riforniti. I sommelier dell’AIS sono dediti, seri e professionali, anche se una maggiore cura nel portamento delle divise è consigliabile.
La riflessione sull’evento è richiesta perché ormai sono solo poco più della metà dei produttori quelli che partecipano: un segnale che non si può ignorare. Per quanto impegnativo finanziariamente non sembrerebbe questo il motivo principale addotto da chi non partecipa. La risposta più diffusa, ma non l’unica, riguarda la postazione del produttore, “il banchetto”: è ritenuto angusto, scomodo. La disposizione dei banchetti, malgrado quest’anno sia stata spostata nel primo chiostro risulta comunque non adeguata al pregio dei vini. Nei giorni dedicati al pubblico il produttore viene assalito da genti di tutte le provenienze ed odori, in gran parte per una rumorosa scampagnata, per bere dopo una corsa in moto, o in bici, o per far svagare i figli. Insomma, non proprio l’alto profilo del Brunello.

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Le idee per migliorare, o meglio per rivoluzionare l’evento ci sono. Donatella Cinelli Colombini “Chi vuole essere un leader, e il Brunello lo vuole, deve avere il coraggio di rimettersi in gioco, anche se questo è rischioso, è faticoso, fa paura, crea conflitti …. Ma apre le strade verso il futuro, consolida il successo evita di “passare di moda” e fa entrare nella categoria dei “grandi classici” che sanno evolversi, con cultura ed eleganza, apparendo sempre al passo con i tempi. Quali potrebbero essere le formule? Magari il collegamento alla moda o al cinema, magari una proiezione di enormi immagini sulle mura della fortezza, magari la creazione di un centro di animazione capace di mostrare ai turisti la storia e la produzione del Brunello ispirandosi ai musei più innovativi del mondo, magari un festival dedicato ad accrescere il numero dei Brunello lovers ….”.
Francesco Marone Cinzano rilancia convintamente quanto dichiarato in esclusiva al Gambero Rosso a Settembre: “Il Rosso di Montalcino è un prodotto fondamentale, è il portabandiera di questi luoghi, della loro unicità. Se avessi la bacchetta magica valuterei ciascuna annata all’uscita del Rosso di Montalcino e farei proprio del Rosso il testimonial della qualità dell’annata; trasformerei le anteprime in presentazioni del Rosso di Montalcino dove si può creare l’aspettativa del Brunello che verrà, e che in ogni caso si esalterà e si svelerà completamente con l’invecchiamento”.

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Marone Cinzano ha ragione: il Brunello è un vino che malgrado sia rilasciato al pubblico nel quinto anno dalla vendemmia richiede tempo e pazienza, certamente non fretta per essere goduto e tantomeno per essere valutato. Sono rare le annate del Brunello “subito pronto” ed anche quando lo è stato, in ogni caso il tempo gioca sempre a favore. Oggi, col 2011 in scena non c’è giornalista, esperto o brunellista che dovendo scegliere un Brunello per la sua cena non si rifaccia al 2008, al 2006 o magari anche a qualche annata precedente; Riserve a parte. E allora perché non ripartire dal Rosso di Montalcino per le Anteprime, lasciando tutto il tempo che il Brunello vuole per essere giudicato? Francesco Monaci (Agostina Pieri) mi parla da qualche anno della rivalutazione delle cosiddette “annate minori”: il motivo è sempre lo stesso.
Una lancia va spezzata per il Presidente Bindocci, perché ha ragione quando dice che il Benvenuto Brunello è uno sforzo del quale beneficiano tutti i produttori di Montalcino, anche quelli che non partecipano all’evento. Il lavoro del Consorzio non è facile; se il Brunello eccelle nel mondo, se l’export cresce, se il prestigio è sempre più alto, dobbiamo ricordare che buona parte del merito è di chi se ne occupa. http://www.italiatv.it/

 

“IO sono DONATELLA”, un nuovo Brunello di Montalcino, il migliore del Casato Prime Donne

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italiatv.it – di Marzia Morganti Tempestini) Questo Brunello è la realizzazione del sogno di Donatella Cinelli Colombini, il sogno di una cantina tutta al femminile, il Casato Prime Donne di Montalcino, la prima in Italia, nata come un atto di coraggio è poi divenuta una bandiera dell’enologia in rosa. Ogni anno organizza un premio dedicato al territorio e alle donne che tracciano nuove strade verso il futuro.

Ma anche il sogno di produrre grandi vini in una zona fresca di Montalcino, a cui il global warming ha regalato un nuovo, grande potenziale qualitativo. Oggi, le vigne piantate da Donatella, le sperimentazioni sui lieviti autoctoni selezionati e le prove sui legni e sulle dimensioni delle botticelle per la maturazione, danno frutti eccellenti. Grandi e alcuni grandissimi vini, contraddistinti da eleganza e armonia. Sono esportati in 34 Paesi esteri e destinati a una clientela esigente e selezionata.

Il Brunello IOsonoDONATELLA è la conclusione di 18 anni di lavoro paziente, da quando, nel 1998, Donatella prese due proprietà dei genitori: il Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a Trequanda a sud del Chianti. Pian piano le ha trasformate in due eccellenze del vino e del turismo. Luoghi dove l’autenticità diventa racconto, alta qualità e emozione.

IOsonoDONATELLA è dunque un Brunello capolavoro che verrà prodotto solo nelle grandi annate, come l’attuale 2010 (5 stelle) celebrata nel mondo per la sua straordinaria qualità. Insieme al vino c’è una storia personale ed ecco che la bottiglia è coperta di stelle che brillano alla luce e, al centro, prendono la forma di un anello da donna con dentro uno stemma in oro. E’ il simbolo che Donatella ha scelto per i suoi vini. Ma c’è anche un altro significato, prima di produrre vino Donatella si è laureata (con il massimo dei voti) in storia dell’arte e per anni ha studiato oreficeria medioevale: smalti, statuette, oggetti liturgici e sigilli cioè piccoli bassorilievi, spesso contenuti in anelli, che servivano per dare autenticità ai documenti. Donatella ha messo il suo sigillo sul vino, quasi a dire, ancora una volta, “IO sono DONATELLA”. Anche la scatola che contiene la bottiglia, studiata insieme a tutto il progetto grafico da Giuditta Parisi – Archimedia, è un frammento di storia personale: la superficie esterna riproduce infatti la tela di Pienza, un antico tessuto a piccoli rombi che è visibile nella Maestà (1311) di Duccio di Buoninsegna il più celebre e celebrato capolavoro dell’arte senese.

Un Brunello prezioso, studiato nei dettagli sia dentro che fuori la bottiglia. IOsonoDONATELLA è una selezione di soli 600 esemplari che verranno centellinati fra i migliori clienti di tutto il mondo. Il prezzo al pubblico sarà intorno ai 200€ a bottiglia ma, data la rarità, chi vuole essere sicuro di averne una dovrà andare nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini nella Toscana più antica e più intatta. Troverà   scrigni di passione vignaiola, luoghi storici, racconti e opere d’arte contemporanea. Cantine << dove siete i benvenuti perché oltre al vino e all’arte la mia grande passione sono le “Cantine aperte” >> ha scritto Donatella sulle scatole del suo vino a ribadire un invito pieno di fascino.

IOsonoDONATELLA diventa anche l’hashtag #iosonodonatella che, dall’inizio di dicembre, conterrà le immagini del vino e non solo. Della serie “Donatelle del mondo unitevi” perché saranno ben accetti tutti i contributi collegati a questo nome e non solo riferimenti al vino. Vino, persone, oggetti …… e alla fine del prossimo anno, l’autore dell’immagine più bella riceverà in dono una vera bottiglia del prezioso Brunello.

ITALIA TV. Turismo. Cibo e vino secondi solo all’Arte

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italiatv.it – di Donatella Cinelli Colombini –  Ormai è evidente: cibi e vini sono le star della nostra offerta turistica! Sono al secondo posto, dopo l’arte, fra le attrazioni dell’Italia e in cima alla lista delle cose gradite di chi riparte dal nostro Paese. Un apprezzamento che si estende anche ai vacanzieri italiani e vale, nel 2013, la cifra enorme di 11,7 miliardi di Euro, il 16% di tutta la spesa turistica.

Oltre a pasti e spuntini tipici che, se accompagnati da spiegazioni, assumono il carattere di esperienze culturali al pari della visita ai musei, c’è poi lo shopping turistico. Per il visitatore l’acquisto di prodotti locali mira a prolungare l’esperienza di viaggio portando a casa un pezzetino autentico dei luoghi, quasi un simulacro delle emozioni vissute. Comprando alimenti tipici il piacere può essere condiviso con altre persone e accreditare il racconto del viaggio, per questo è apprezzato da un crescente numero di turisti come ha sottolineato Cronache di gusto, in un recente delizioso post.

La torre di Pisa con brillantini luminescenti, la gondola con carillon, i finti cestini fatti a mano, così come i finti merletti a tombolo dalle vecchiette del posto … hanno i giorni contati. Troppi prodotti d’importazione spacciati come tipici, un taroccamento che ha danneggiato in primo luogo i veri artigiani e poi ha fatto scadere l’offerta turistica.
L’ apprezzamento per i souvenir gastronomici rivela ovviamente, in primo luogo, che i nostri “giacimenti gastronomici” (per dirla come Davide Paolini) piacciono. Questo è il punto principale ma non il solo. C’è anche un bisogno di manualità, di racconto, di diversità, di autenticità … che si esalta nella visita dei luoghi di produzione, nelle lezioni di cucina …
Quindi la crescita dello shopping turistico è da esaminare da più lati ma sempre come un’enorme opportunità. E’ la porta dell’export perché divulga DOP, IGP all’estero, è un mercato in crescita ed ha urgente bisogno di nuovi addetti qualificati per cui darà molti nuovi posti di lavoro: “le guide del gusto”, assaggiatori di formaggi e di olio extravergine, esperti di salumi e di pane…..

Saper vendere il pecorino a Pienza significa essere in grado di spiegare le differenze fra le forme anche in inglese. Allo stesso modo come accompagnare un turista russo a vedere un’acetaia di balsamico a Modena significa avere ben chiaro il processo produttivo oltre che la grammatica russa.
C’è un aspetto che non dovrebbe mai essere dimenticato: il turismo falsifica. Perché il successo dei souvenir enogastronomici sia duraturo e crei sviluppo è indispensabile che l’autenticità sia salvaguardata come un bene prezioso. I veri prodotti tipici vanno divisi dall’altra offerta commerciale (esposti su scaffali diversi e muniti di contrassegni) così come i piatti 100% locali vanno segnalati nei menù dei ristoranti inoltre gli addetti alla vendita, così come i camerieri dovrebbero curare la loro formazione professionale come fosse un’assicurazione sul futuro, per ora non è molto richiesta ma presto diventerà un’arma vincente. Chi sa che fra 20 anni, un diploma ONAF o di assaggiatore d’olio, assicuri una vecchiaia serena molto più dell’INPS!

Ma attenzione i souvenir tarocchi sono la campana a morto del turismo di qualità.  Per impedirli non servono NAS, ASL, Repressione Frodi, perchè non si tratta di sofisticazioni o adulterazioni … per contrastare  il falso tipico ci vogliono accordi di autoregolazione  che uniscano chi produce e vende tipico. Basta solo non lasciarsi tentare  dai veloci guadagni del taroccato. – http://www.cinellicolombini.it/blog/forum/un-turista-su-tre-porta-a-casa-un-souvenir-enogastronomico

 

ITALIA TV. Sideways, alla scoperta del Brunello 2009. Wine-tour da nord a sud

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(di Dario Pettinelli) italiatv.it – Montalcino. Tre giorni di sole col profumo di primavera il terzo fine settimana di Febbraio; il Brunello 2009 parte col favore del cielo. 127 produttori in presentazione, la buona parte con tre frecce all’arco: il Rosso, il Brunello e la Riserva. Per il Brunello 2009 quattro stelle. I numeri del Consorzio confermano l’ottimo stato di salute dell’export che arriva al 67% del totale. Il fatturato delle aziende di Montalcino è di 165 milioni/anno, con quasi 13 milioni di bottiglie. Gli States stabilmente primo importatore. +5% anche per il settore enoturistico.

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Quando il Benvenuto Brunello gode del favore meteorologico, girare tra colli e valli per le visite in azienda diventa un pò come seguire le orme di Paul Giamatti, il Miles di “Sideways, in viaggio con Jack”. E allora saliamo a bordo di un’ideale Bugatti e scopriamo questa annata 2009 con un primo wine-tour, arrivando da San Quirico, dopo aver attraversato Montepulciano prima e Pienza poi. Attraversando la Val d’Orcia si costeggiano le locations dei film; vallate, colli e cipressi regalano la sensazione di entrare in un dipinto. Questa è la Toscana che tutto il mondo sogna. Viene naturale rallentare l’andatura per gustare meglio il paesaggio e fa piacere pensare che ricchi, potenti e famosi del mondo per stare qui sono disposti a pagare cifre che lasciano i più in apnea. Ci ricorda il privilegio di poter frequentare agevolmente questo luogo, di farne parte.

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La vocazione enogastronomica e la ricchezza culturale completano quella formula vincente che con grande intuizione colse Donatella Cinelli Colombini fin dal 1993, quando con “Cantine Aperte” e il Movimento del turismo del vino iscrisse il suo nome come madre dell’enoturismo, consuetudine oggi praticata da oltre tre milioni di appassionati. E’ suo il primo Brunello da segnalare arrivando da nord. Il Prime Donne si presenta brillante nel calice, in bocca passa con eleganza ed equilibrio. Un finale lungo, caratterizzato dai frutti rossi. La vendemmia 2009 è anche la prima per la Tinaia del Vento, così chiamata perchè aperta sui quattro lati e così in grado di ossigenare naturalmente il mosto. Qui si definisce la maturità aromatica del Sangiovese Grosso. Un Brunello questo fatto da sole donne e con lieviti autoctoni: due ceppi selezionati con Oliver Ogar. 56.000 i Brunelli, 26.000 i Rossi imbottigliati. Immagine riconoscibile, tradizionalmente inclinato il logo con la colomba che, ormai pronta, lascia lo scudo delle origini per il volo libero.

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Belli e con vocazioni e dimensioni diverse due dirimpettai: Le Chiuse e Val di Suga. Il primo, biologico, è l’ultimo nato a “casa Valiani” dove negli ultimi anni piovono meritatissimi premi e riconoscimenti. Una giornata da incorniciare è stata l’ultima Benfinita a Le Chiuse, quando oltre a celebrare la vendemmia 2013 appena terminata si è brindato ai “tre bicchieri”. Nelle Benfinite precedenti una delle immagini più divertenti che conservo di Montalcino è quella di Niccolò alla guida della mehari sgangherata, auto ufficiale delle vigne accanto alla piscina, che scarrozza i bambini su e giù per i filari: una vera avventura per mia figlia.

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Il Brunello Le Chiuse trasmette fin dalla bottiglia lo stile tradizionale ed artigianale che è la cifra di questa famiglia. Rubino con riflessi granato nel calice; mirtilli e viola la firma. Intenso e persistente desidera selvaggina e arrosti. Produzione annua: 20.000 Brunelli, 10.000 Rossi.

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Dall’altra parte della strada c’è una delle vigne Val di Suga. L’azienda ha filari in diverse zone di Montalcino e su versanti differenti. Ciò permette a Tenimenti Angelini di rilasciare vini molto equilibrati e armoniosi. Produce 150.000 Brunelli e 60.000 Rossi ogni anno.

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Questo tratto di strada del nostro wine-tour lo facciamo con Andrea Gori, che sale idealmente a bordo e così ottimamente sintetizza su Intravino i Brunelli di Tenimenti Angelini: “Val di Suga Vigneto Spuntali (da riserva diventa annata): sensazioni marine e mediterranee bocca saporita di lamponi e fragole in confettura, finale appuntito. 90 – Val di Suga Vigna del Lago: la vigna più giovane e sbarazzina sorprende con oliva e prugna, mora di gelso, bocca incalzante finale un poco caldo. 87 – Val di Suga Poggio al Granchio: speziato fine e lacustre, mela e arancio rosso, finale non lunghissimo ma piacevole. 86”.

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Salutata Gaia Capitani andiamo da uno del “club degli ex presidenti”… L’azienda Capanna è proprietà della famiglia Cencioni dal 1957. Patrizio lo conobbi in un momento difficile per Montalcino e serbo sempre caro il privilegio di essere stato l’unico a raccogliere la sola video intervista che lui, il qualità di presidente del Consorzio, rilasciò.

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Capanna viene ancora oggi condotta a livello esclusivamente familiare. I 20 ettari di vigneti sono stati impiantati nelle zone considerate tra le migliori in assoluto del territorio del Brunello. La vendemmia è effettuata solo manualmente. Botti di rovere di Slavonia in una cantina col sapore di tradizione. Del Brunello Capanna non mi stancherò mai di ripetere quanto sempre sostenuto: è “il Brunello punto e basta”. L’appassionato consideri esaustiva questa definizione; indugiare sulle note organolettiche è assolutamente superfluo. Il dato sulla produzione sia di stimolo circa la selezione che si fa da Patrizio: 30.000 Brunello, 28.000 Rosso.

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Nel nostro ideale tour arriviamo al centro del paese. Mangiamo un filetto con Luciano Ciolfi che ci scorterà subito dopo tra i suoi filari, per il Brunello Bramante Sanlorenzo. Di Luciano mi piacerebbe non si parlasse più della migliore promessa di Montalcino. E’ una realtà; la promessa è stata mantenuta. Ormai lo conosciamo e seguiamo da anni, è giovane, va bene, ma non è più nella Primavera, è in prima squadra.

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Figlio e nipote d’arte ha dedicato al nonno Bramante il Brunello. Vigne alte, 500mt, esposizione sud-ovest. Luciano produce 10.000 Brunelli e 8.000 Rossi. Del Bramante sono un estimatore anche dell’etichetta: eleganza, stile.

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Chiediamo a Luciano di presentare il suo Bramante 2009 e dal sito risponde: “Bramante possiede una varietà di profumi e aromi di grande effetto dall’indissolubile connubio. Rosso granato cupo, generoso al naso ha profumi di fiori appassiti, spezie e frutta matura. L’impatto gustativo è subito di estrema piacevolezza con una buona struttura e tannini di esemplare estrazione. Lungo il finale. Si sposa molto bene con selvaggina fiorentina, tagliata di manzo, pecorino stagionato”. Non avrei potuto desiderare di meglio.

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E’ tempo di una pausa e dirigiamo convintamente verso Matteo Benvenuti che ci attende al Quercecchio, dove si fa un Brunello con l’X-factor. Matteo gestisce un porto sicuro; l’azienda estende le sue attività all’ospitalità ed è meta preferita dai nord-europei.  La struttura è di rilievo; valenza storica oggettiva, finiture di pregio e tutto quel che si immagina ci debba essere in una proprietà in mezzo alle colline toscane alla quale si accede col famoso viale sterrato di cipressi altissimi e perfetti. Piscina “tutto sole”, dall’alba al tramonto.

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Intrigante il Brunello 2009: rubino, generoso e largo, sentore di vaniglia. Quercecchio 2009 è un Brunello con i muscoli e lo consiglio con piatti molto saporiti. Da Matteo si producono 40.000 Brunelli ogni anno e 15.000 Rossi. L’azienda ha un bel feeling con la Danimarca. Il Chiostro col pozzo è uno spettacolo.

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Ringraziato Matteo per il pit-stop il nostro wine-tour alla scoperta del Brunello 2009 riprende da Lamberto Fattoi. Ricordo un freddissimo Benvenuto Brunello di anni fa, si faceva ancora in Fortezza sotto la tensostruttura, quando rimasi colpito per la prima volta dal Brunello Fattoi. In verità era una Riserva che il mio operatore “siculamente” mi spiava; ebbene mi diede lo stimolo di andare a sentire gli altri prodotti dell’azienda. Chi scrive, com’è noto non ama le degustazioni “a pacchi da cento al giorno”; va da se che con più di duecento produttori e tre prodotti spesso ciascuno, si devono fare per forza delle scelte su chi seguire. In breve scopro letteralmente il Brunello Fattoi mai prima segnalatomi. Ricordo che lasciai il calice al tavolo della sala stampa e andai nel salone dei produttori a vedere chi era questo vignaiolo. Prima impressione da dieci e lode: affabile, gentile, due occhi azzurri che ci vorrebbe il porto d’armi.

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Lo intervistai e fui invitato in primavera in azienda. Faceva caldo stavolta e mi accolse in canottiera su un quad infangato, abbronzato come un animatore da villaggio turistico; poi cenammo affettando salumi e formaggi toscani con la famiglia: straordinario. Oggi la cantina è appena ristrutturata e le Riserve restano ancora la punta di diamante, segno che la selezione di Lamberto è di grandissima cura. Producono 30.000 Brunelli e 20.000 Rossi, e solo quando è eccezionale 3.000 Riserve. Sull’etichetta si può fare di più.

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Il tratto è breve e non c’è bisogno del navigatore: a due passi dal borgo medioevale di S.Angelo, davanti al fiume Orcia adesso siamo arrivati da Riccardo Talenti, “the person” dietro e davanti l’azienda di famiglia. In verità c’è da dire che Riccardo riprende la tradizione del nonno, non del babbo. Riccardo da piccino giocava a nascondino tra le botti in cantina e oggi è padre non solo nella vita ma anche in azienda. Segue personalmente tutte le fasi; è direttore, agronomo ed enologo. Quando attacca le etichette su questi vini ci mette proprio la faccia. Talenti è molto orientato all’export: l’80% dei suoi vini va all’estero, il 15% negli Stati Uniti. Produce 37.000 Brunelli e 26.000 bottiglie del celeberrimo Rosso.

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E allora chiediamo al nostro compagno di viaggio di questa tappa, Eric Guido from New York City, di descriverci come un american lover del Brunello degusta il Talenti 2009: “Naso invitante, frutta, bacca rossa, sottobosco, muschio e un pizzico di zucchero di canna. Al palato ciliegia matura e spezie con toni floreali interiori; corposo lascia un’impressione elegante. Il finale è lungo con aromi intensi e frutti rossi. Un Brunello lucido e soddisfacente, veramente buono”. Bravo Riccardo.

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Il nostro wine-tour alla scoperta del Brunello 2009 adesso attraversa le “terre rosse”; siamo a Piancornello, tra S. Angelo e Castelnuovo, altitudine media 300mt. Quando si passa da qui il giro a Montalcino sembra un viaggio del Signore degli Anelli. Novello Frodo attraverso vallate, paesaggi sempre diversi, costeggio fiumi e risalgo colli. Ogni tappa riserva sorprese, piacevolissime nel mio caso. Qui a sud-ovest per molti è la zona più vocata al Brunello: generose esposizioni solari, terreno ricco di minerali e argille calcaree.

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Siamo prossimi al margine sud del territorio del Brunello e c’è sempre vento. E’ un valore questo del vento per la maturazione delle uve. Mai più calzante il bellissimo nome dell’azienda di Clara Monaci e Maurizio Machetti: Corte dei Venti. Il senso del bello si ritrova anche nell’etichetta. Il Quattroventi è un Brunello molto intenso; la dura selezione in cantina paga. I 14,5 gradi si avvertono fin dal naso. E poi tabacco e spezie, frutta rossa e note anche più dolci. In bocca arriva a gomiti larghi, richiede spazio. Persistente, resta a lungo e soprattutto mantiene “le promesse del Brunello”: tradizione, passione, grandezza, identità.

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C’è del mistico in questo continuo tornare del numero 4 qui. L’azienda è piccola ma con un cuore grande: Maurizio e Clara (nipote Pieri) sono persone rare. Dietro una grande donna c’è un grande uomo: la cura che Maurizio mette nella gestione del quotidiano consente a Clara i fuochi d’artificio della quale è capace. Ancora una volta torna il quattro: Clara, “la” persona di questo Brunello è donna, madre, moglie e vignaiola. “Quattro venti” che animano una persona dal sorriso che sa emozionare.

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Il primo giro dei produttori alla scoperta del Brunello 2009 volge al termine. Il Benvenuto Brunello a Montalcino a mio parere va interpretato come la prima occasione per scoprire la nuova annata, ma solo la prima. Il Brunello si concede pienamente in cantina, dal produttore, incrociando i calici con chi lo ha fatto. Serve tempo, mesi. La prossima volta toccherà alle aziende non ancora verificate e a chi ci inviterà per presentarci i suoi vini. Ma un bel viaggio richiede un gran finale.

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Prima di lasciare Montalcino da sud,  a 300mt di altitudine ci sono filari di ulivi piantati nel diciassettesimo secolo e che ancora in novembre consentono la produzione di un eccellente extra vergine. E’ una scelta quella di dedicare i riflettori del gran finale a Col d’Orcia. Dal 1973 queste terre sono di proprietà della famiglia Marone Cinzano; il conte Francesco ne è Presidente da ventidue anni. Col d’Orcia è la prima azienda ad aver aperto un punto di vendita diretta. La famiglia Marone Cinzano ha il grande merito storico di essere tra le prime in assoluto ad aver aperto Montalcino al mondo. Negli ultimi trenta anni la storia del Brunello è cresciuta moltissimo ed oggi Montalcino è nota come le grandi città italiane. Questo grazie al Brunello che si e saputo imporre; quel Brunello la buona parte delle volte era il Col d’Orcia. Ecco perchè serbiamo un posto d’onore.

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Ma Col d’Orcia non è solo storia; la “stella rossa” è anche un gran presente. 300.000 Brunelli, 250.000 Rossi, vendemmia manuale. La resa della vendemmia 2009 è stata di 50 quintali/ettaro: super selezione per un’annata fresca ed elegante, ma pur sempre con un tasso alcolico importante: 14,5. Sia al naso sia in bocca subito frutti di bosco; poi equilibrio generale, eleganza e persistenza con un finale decisamente speciale. Ci salutiamo con uno sguardo al futuro, di Col d’Orcia e di Montalcino. A partire dal 2010 l’azienda ha iniziato la conversione per ottenere la certificazione biologica e diventare la più grande azienda vinicola biologica di tutta la Toscana. Dall’Agosto del 2010, l’intera tenuta inclusi vigneti, oliveti, seminativi, e persino il parco ed i giardini sono condotti esclusivamente con pratiche agronomiche di tipo biologico. Meglio di così?!

BrunelloDiMontalcinoDOCG

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ITALIA TV. Vinitaly 2014. Tante ed importanti le novità

dario pettinelli italia tvitaliatv.it – Mentre il Brunello in questi giorni sfida il freddo degli States, segnaliamo ancora una volta la nota di Donatella Cinelli Colombini, “Visto per voi”. Si parla delle tante ed importanti novità di Vinitaly che ormai non sarà più un evento all’inizio di Aprile ma un vero e proprio “mondo”, quasi tutto l’anno e in tutti i continenti.

Le novità di Vinitaly 2014: B2B, Hacker wine, bio e cinesi. – di Donatella Cinelli Colombini

(http://www.cinellicolombini.it/blog/forum/le-novita-di-vinitaly-2014-b2b-hacker-wine-bio-e-cinesi) – Siamo ospiti della famiglia Bertani nella villa veneta dove il Foscolo scrisse i “Sepolcri”; c’è una cantina del 1098 e gli affreschi settecenteschi del bolognese Pesci. Una cornice da favola per 40 produttori arrivati da tutta Italia per sentire, in anteprima, le novità del prossimo Vinitaly. E sono davvero tante! Prima le buone notizie: “Non più scarpe bagnate, i padiglioni saranno collegati con tettoie, 2.000 posti auto in più nella zona scalo merci, altri 120 bagni. Ci sarà un B2B (su prenotazione a pagamento) con incontri programmati fra le cantine e buyers, molti più operatori esteri e molti più giornalisti stranieri, specialmente cinesi. Ci sarà un’area per il vino biologico con un’enoteca per ospitare i vini organici con stand in altri padiglioni e ci sarà uno spazio dedicato alle cantine estere”, ha detto Giovanni Mantovani Direttore Generale di VeronaFiere. Le aziende in cerca di importatori potranno continuare il business on line con Vinitaly International Importer. Connect un database di 15.000 operatori che fa incontrare le cantine con i partner esteri interessati ai vini della loro tipologia. Finalmente! Ovviamente i produttori chiedono anche altro ma le buone notizie sono tante e incoraggianti. Uno staff di 6 italo-stranieri giovani affiancherà Stevie Kim, la vulcanica donna marketing di Vinitaly International, nelle nuove iniziative: missioni commerciali in USA, Cina, Russia, introduzione massiccia del web per comunicare e fare affari. L’ultima novità sono le “Masterclass guidate da Ian D’Agata che debutteranno a New York i primi di febbraio” ha detto Gianni Bruno, una iniziativa questa, che sposa il grande successo del wine education in USA. Ma la vera rivoluzione è “Hacker wine”una sorta di maratona creativa che avverrà il I°-2 marzo. I protagonisti saranno un gruppo di giovani selezionati in base al loro talento, lavoreranno 24 ore senza mai dormire per inventare soluzioni innovative dedicate a 5 cantine pilota. Una tecnica che ha dato grandi risultati nella moda e nella tecnologia, qualcosa di veramente avanti. Un’altra grande notizia è la nascita di “Wine2wine” a novembre, un giorno e mezzo di forum (tipo Cernobbio) in cui il mondo del vino si scambierà esperienze, opinioni e indirizzerà richieste ai politici. Insomma Vinitaly guarda al futuro in modo davvero innovativo e soprattutto continua tutto l’anno offrendo incontri on line con gli importatori, missioni commerciali all’estero, degustazioni guidate da grandi esperti e meeting ….. quasi tutto l’anno. https://italiatv.wordpress.com/

ITALIA TV. I ricchi e famosi a Montalcino e nel Chianti.

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italiatv.it – Donatella Cinelli Colombini del Casato Prime Donne ci presenta con una nota online sul suo web i V.I.P. proprietari di tenute meravigliose a Montalcino e nel Chianti. Dalla pornostar ai petrolieri più ricchi del mondo, passando per Sting e l’America’s Cup…

“Personaggi da copertina nella vigna a Montalcino e in Toscana”, di Donatella Cinelli Colombini – MONTALCINO. Per certi versi il vigneto toscano assomiglia a un palcoscenico per uomini e donne di successo che hanno tutto e forse cercano nuove emozioni come quella di firmare un piccolo gioiello enologico. Persone di eccezionali capacità e fama che possono mettere in campo grandi capitali e grandi contatti. Persone quindi, che accrescono il prestigio e il mito dei vini toscani quasi la vigna fosse il red carpet degli Oscar. Ce ne sono ovunque ma Montalcino letteralmente pullula di super vip. Partiamo dal Brunello e dai nuovi arrivi: il più recente in ordine di tempo è la Soleya International Corporation di Panama anche se non c’è ancora un volto dietro a questa società.

Andrè Santos Esteves, 45° banchiere brasiliano 329° uomo più ricco del mondo e 14° in Brasile nella classifica di Forbes. Adora i grandi vini e ha visto nella splendida tenuta di Argiano a Montalcino una sorta di chateau italiano.

Alejandro Bulgheroni uomo più ricco dell’Argentina nella classifica Forbes ha il suo business nel gas e nel petrolio ma passa molto tempo in Italia dove vive sua moglie. Forse per questo ha comprato Dievole in Chianti Classico, Poggio Landi (proprio davanti al mio Casato Prime Donne) e Podere Brizio a Montalcino aggiungendoli ai vigneti di Mendoza in Argentina, Garzòn in Uruguay, California …

A Montalcino c’è anche Ernesto Bertarelli, uomo più ricco della Svizzera e per due volte vincitore dell’America’s Cup con il veliero Alinghi. La sua famiglia produce Brunello a Poggio di Sotto, piccola ma prestigiosa realtà che è andata a unirsi a Colle Massari e Grattamacco sotto la sapiente e appassionata direzione dello zio Claudio Tipa.

Natalie Oliveros, meglio nota come Savanna Samson attrice pornografica americana, compagna dell’AD della Philip Morris Louis Camilleri –il re delle sigarette-, è proprietaria, insieme all’enologo Roberto Cipresso, della tenuta La Fiorita.

Sono ormai a Montalcino da diversi anni Richard Parsons, ex AD di Time Warner e Citigroup e consigliere del Presidente Usa, Barak Obama, che possiede la tenuta Il Palazzone, Il pittore Sandro Chia, i fratelli del caffè Francesco e Riccardo Illy con le aziende Le Ripi e Mastrojanni. Infine il re delle scarpe di lusso Massimo Ferragamo nel resort Castiglion del Bosco, un castello medioevale nascosto nei boschi dove rigenerarsi in ambienti raffinati con alta cucina, grandi vini, golf, wellness …..e incontrare ospiti del calibro di Paul McCarney.

La lista dei personaggi da copertina continua in altre parti della Toscana dove incontriamo il Chianti Classico “Baccano” di Gianna Nannini, il nome dice tutto. Produce vino anche Sting, l’ex leader dei Police che ha 350 ettari nella tenuta “Il Palagio” in Chianti.

Per concludere vorrei presentare una persona che mi piace molto: Virginie Saverys, una donna davvero coraggiosa nella vita privata come nel lavoro. Belga 53 anni, viene da una famiglia di armatori navali, lei stessa ha diretto la Compagnie Maritime Belge (CMB) e poi la Euronav. Arrivata nella campagna toscana cercando un “buen retiro” insieme al simpaticissimo marito basco anche lui armatore navale, nel 2009 ha comprato Avignonesi e in pochissimo tempo ha ridato all’azienda il suo antico splendore. Quest’anno il loro Vino Nobile di Montepulciano è al 58° posto nella classifica TOP 100 del Wine Spectator. Questo è davvero l’Olimpo! https://italiatv.wordpress.com/

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