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ITALIA TV. “Montalcino Bio” è.

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(Foto di Marcella Marone Pittaluga)

 

italiatv.it – di Dario Pettinelli) La costituzione del Comitato promotore per il distretto biologico di Montalcino prefigura scenari nuovi per la terra del Brunello, un futuro moderno ed in completa sintonia con la vocazione naturale della Val d’Orcia.
Prima delle firme, raccolte nei locali austeri della Fortezza qualche giorno fa alla presenza del Notaio Coppini, il patron di Col d’Orcia Francesco Marone Cinzano ha riassunto la visione che condivide già con il 20% dei produttori vinicoli e con una parte significativa del tessuto socio-economico della zona: “Montalcino Bio è una visione, e oggi è la posa della prima pietra. E’ una visione di futuro che parte dalla grande ricchezza di questa terra e dalla consapevolezza che un giorno dovremo restituire il mondo che abbiamo preso in prestito ai nostri figli. Questa è una Montalcino oltre il Brunello, perché c’è tanto altro oltre”.

L’obiettivo dei promotori è la realizzazione del biodistretto, un’area virtuosa nella quale lo sviluppo economico e sociale del territorio sia rispettoso della biodiversità che caratterizza la ricchezza di Montalcino.
Oltre il vino, il miele, eccellenza della zona, così come l’olio e tutta la produzione agricola, fino agli allevamenti. I promotori muovono con una visione a tutto tondo che possa divenire “sistema”, un sistema ecosostenibile.
Marone Cinzano: “Tra i primi firmatari ci sono professionisti, commercianti, c’è la Montalcino operosa che crede nella riscoperta e nella valorizzazione di un “noi comunitario”; il luogo di questo noi è un paesaggio fatto di colori, vitato solo per il 15% in un contesto ambientale con grandi boschi e vallate patrimonio dell’Umanità. Montalcino Bio sarà motore per uno sviluppo turistico di qualità, dove in armonia con la Natura si possa riscoprire il valore della semplicità e del tempo”.

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(Foto di Marcella Marone Pittaluga)

Significativa e con valore simbolico la scelta del Comitato di fissare nel Complesso di S. Agostino la sua sede. Il progetto di recupero del Complesso, coordinato dall’arch. Milesi, era partito con il preciso obiettivo di recuperare non solo muri ed opere del Trecento ma anche la cultura che pulsava all’interno, una cultura urbana basata sull’interscambio tra quello che si produceva dentro e fuori.
E’ quindi col suo grande passato e con la consapevolezza del valore della sua unicità che Montalcino progetta il futuro bio. (www.italiatv.it)

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