ITALIA TV

Mani e menti del Made in Italy per lo sviluppo economico

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ITALIA TV. Cinema, molto bene la presentazione di Maremmamara. Ora la distribuzione.

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italiatv.it – (di Dario Pettinelli) Fari puntati su “Maremmamara”, il nuovo film di Lorenzo Renzi (il Sergio Buffoni di Romanzo Criminale – La Serie) presentato all’Hotel de Roussie di Roma. Cast di primo livello con Marco Messeri ed una magnifica Barbara Enrichi, impreziosito dalla presenza di Giancarlo Giannini. Film italiano col respiro internazionale, per la presenza di attori importanti e perchè è girato tra la Toscana, Roma e Londra e post-prodotto a Soho, alla Art4Noise di Peter Baldock, (“Blade Runner”).
Renzi presenta la sua creatura con Franz Pagot, il suo tanto bravo quanto schivo direttore della fotografia (dice di lui “Tecnicamente è’ un maniaco”) e gli attori; per i suoi risvolti sociali alla proiezione anche una rappresentanza governativa con gli on. Marazziti e Roccella. Il film è stato realizzato con il patrocinio di Associazione Italiana Persone Down (AIPD), il contributo della Fondazione Silvana Paolini Angelucci ed ora è pronto per la scelta del distributore.

Parola al regista e sceneggiatore dell’opera, Lorenzo Renzi.

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D. Renzi, che film è Maremmamara?
L.R. E’ un film sulla vita, con un importante risvolto sociale; incidentalmente ha un protagonista down, ma non è un film sui down. E’ un sogno realizzato scavalcando le barriere ed ogni presunto deficit espressivo ed interpretativo. La storia è coinvolgente e il cast di prim’ordine: c’è un pezzo a dir poco significativo della storia del cinema italiano. E’ un circo trascinante che si porta via il pubblico dal primo all’ultimo minuto.

D. Cosa ha spinto questi grandi attori a voler fare “Maremmamara”?
L.R. E’ una storia che parla al cuore. Ci hanno visto la sfida, perchè il film ha richiesto delle vere e proprie prove d’attore. Io penso che Barbara Enrichi, ad esempio, abbia interpretato il più bel ruolo della sua carriera; Marco Messeri raramente ha potuto dare spazio a tutta la sua toscanità come in questo film. Di Giancarlo Giannini non c’è davvero bisogno che dica nulla. Maremmamara è un film che fotografa la vita e che senza retorica ricerca e accarezza la parte buona, pura della persona, che affronta gli alti e bassi del quotidiano, il sorriso e la lacrima. E’ un film di archetipi, dove ogni personaggio attraversa la sua sinuosa parabola della vita.

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D. Manciano, la sua Toscana, Roma e Londra: i luoghi della sua vita. Quanto c’è di autobiografico nella storia?
L.R. C’è molto di autobiografico. Per dirla bene è la trasposizione in storia di tanti fatti della mia infanzia e adolescenza. Io sono cresciuto li, conosco quei posti come… Li ho raccontati con gli occhi di chi li ha le radici. Maremmamara è un continuo incontro di sguardi, che si mischiano e creano commistione emotiva: il “mostro londinese” da una parte, la purezza dall’altra.

D. Ora tutto è pronto per la distribuzione.
L.R. Si. Sono soddisfatto e presento un’opera della quale vado fiero. Manifestazioni di interesse per la distribuzione ne ho ma sa, in questi casi il film è come un figlio e lo voglio affidare alle migliori mani possibili.

D. Produzione e distribuzione: quale è lo stato dell’arte del cinema italiano?
L.R. Il “sistema cinema” italiano investe sempre meno nelle storie indipendenti o che non siano la commedia interpretata dal comico di successo televisivo di turno. In Italia chiude Cecchi Gori e restano sul campo cognomi degli anni ’60. Non sono le storie a mancare, mancano i produttori che investono, che rischiano sulle idee “indie”, e per questo Maremmamara l’ho prodotto io, investendo il lavoro di una vita, spendendomi personalmente. Ai tempi de “La dolce vita” in Italia si facevano oltre trecento film all’anno, ora se s’arriva a venti è grasso che cola. La Danimarca produce registi arabi, egiziani, e porta due film all’anno all’Oscar.

D. Cosa c’è nel suo presente, oltre alla scelta del distributore per Maremmamara?
L. R. Ho tre script a cui tengo molto: un fantasy, una commedia tipicamente italiana (“I pirati di papà”) e uno “spaghetti kung-fu movie”. Per dirla tutta ho anche il cosiddetto film della maturità, ma devo ancora finirlo di scrivere perchè ancora maturo non sono.

D. Chi è il suo “gigante” cinematografico?
L.R. Difficile, le dico due nomi. Il primo è quello de “Il” maestro, Sergio Leone, un esempio di coraggio, uno che ha fatto il cinema con passione e quattro spicci ed è riuscito a riscrivere le regole del western, il genere americano per eccellenza. E l’America l’ha premiato. E’ come se un cinese fosse venuto il Italia e fosse diventato il capofila del neorealismo. L’altro, quello che ho nel cuore, è Bruno Mattei. Ebbi il privilegio di poterci lavorare e le dico, vederlo sul set malato, a ottant’anni, muoversi come un ventenne, con quella passione, con quel cuore e con una maestria unica, beh, è resterà per me indimenticabile.

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http://www.maremmamara.com/

ITALIA TV. Investire in Iran. Incontro a Roma tra aziende italiane e iraniane.

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italiatv.it – Con lo storico accordo di Vienna del 14 luglio 2015 l’Iran si rilancia sullo scenario internazionale come partner commerciale per i Paesi occidentali. Con l’accordo vengono eliminate progressivamente le sanzioni economiche imposte negli ultimi anni e l’Iran accetta di limitare il suo programma nucleare permettendo controlli periodici dell’ONU alle installazioni nucleari.

Una straordinaria opportunità per molte aziende occidentali di fare affari: l’economia interna è in crescita, il mercato è grande e ricco, le infrastrutture ci sono, tecnologia ed informatica sono ad alti livelli, il Governo ricerca investimenti e know-how stranieri e forse ancor più importante gli iraniani sognano ed apprezzano da sempre il made in Italy.

Italia e Iran hanno una storia di ottime relazioni commerciali; energia ed infrastrutture in primis, ma non solo. E’ in questo quadro che lo scorso 25 novembre lo “Studio Ughi e Nunziante” ha organizzato un business dinner nella Pinacoteca del Tesoriere di Palazzo Patrizi a Roma con aziende italiane e iraniane. Per poter cogliere questa grande opportunità di sviluppo è necessario conoscere bene le specificità socio-culturali e aggiornare la scheda-Paese. Lo Studio Ughi e Nunziante in questo è un interlocutore preferenziale, soprattutto nel Banking and Finance, Capital Markets, Corporate, Contratti e Tax.

Quello a Palazzo Patrizi è stato un momento importante, perchè ha permesso alle aziende italiane ed iraniane presenti di stringersi la mano, presentarsi e stabilire un primo contatto. Energia, costruzioni, trasporti, tecnologia, ma anche food. I produttori bio di Montalcino hanno inviato un messaggio di augurio e l’invito a scoprire la città toscana celebre per il Brunello anche per altre sue eccellenze: paesaggio, olio e miele in testa.

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ITALIA TV. Con “Korea Week”alla scoperta della cultura e delle tradizioni coreane.

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italiatv.it – Alla presenza dell’Ambasciatore in Italia Bae Jae-hyun ha preso il via la “Korea Week”, la prima settimana di incontri, scambi e confronti organizzata dal neonato Istituto Culturale Coreano di Roma, il più grande in Europa. Oltre duemila metri quadrati in una palazzina liberty appena restaurata ospitano spazi espositivi, biblioteca, sale proiezioni e convegni a pochi metri da Porta Pia. La settimana di presentazione della cultura coreana in Italia si è aperta con l’appuntamento enogastronomico: “Siamo molto orgogliosi della nostra cucina e dei frutti della nostra terra; siamo convinti che questa nostra tradizione sarà apprezzata dagli italiani e speriamo che sia uno dei motivi per venire a conoscere il nostro Paese”. L’Ambasciatore, visibilmente emozionato, ha accolto così la folta platea di giornalisti ed ospiti invitati.
Dopo l’augurio dell’Ing. Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso, si è aperto il carosello gastronomico con la presentazione al pubblico degli ingredienti e dei piatti preparati da quattro chef selezionati.
Come da tradizione i coreani hanno accolto gli ospiti con il vino e le bevande alcoliche di riso: al crisantemo, filtrato, non filtrato, alla banana, alla pesca, al pompelmo. Superata la prima prova gli avventori hanno potuto degustare tofu con salsa di soia abbinato ad un robusto Chianti Classico 2013 Lamole di Lamole (Greve in Chianti), ravioli vegetariani con Muller Thurgau Athesis – Kettmeir 2015, frittelle ripiene con Pinot Bianco Athesis – Kettmeir 2014 e la tartare di manzo con alghe. Deliziosa la vellutata di zucca con porro croccante ed alghe di chef Gianni Catani, perla della Gambero Rosso Academy e garanzia assoluta per gli amanti dell’oriental food.

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Poi gambetto di maiale bollito, stufato di manzo con funghi e per finire riso latte, cioccolato fondente, pera e crema di….. fagioli.
La settimana prevede, oltre agli incontri gastronomici, K-Beauty, con il make up artist Seu Su Jin; K-Paper, un approfondimento dedicato al’Hanji, la carta coreana realizzata dalla corteccia di gelso; K-Jazz con la formazione degli Eugmin Cho Quartet; K-Taekwondo e per finire K-Opera, un appuntamento all’insegna della musica classica con arie della Boheme di Puccini con i giovani Musicisti coreani in Italia.

www.culturacorea.it

ITALIA TV. È l’anno del caffè

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italiatv.it – Caffè e cornetto: scene di ordinaria quotidianità al bar. Da sempre anche se, da qualche tempo a questa parte, lo scenario è, per fortuna, molto cambiato. Se infatti una volta contavano più i gesti, le consuetudini, la familiarità piuttosto che il “contenuto”, ora le cose vanno diversamente. E non perché sia venuto meno il rapporto di fiducia con il barista, anzi la sua figura è sempre più fondamentale. Stiamo infatti assistendo a un vero e proprio “rinascimento del caffè”, un fenomeno che coinvolge tutti i professionisti del settore, piccoli torrefattori e grandi industrie, decisi a valorizzare un prodotto profondamente radicato nella nostra cultura. L’offerta è diventata articolata, complessa, e scegliere senza una guida adeguata non è semplice: ci si perde fra estrazioni e tipologie (singole origini o blend) lavorate con gradi e tempi di tostatura differenti. Ma il caffè non è che la punta di diamante di un “mondo bar” sempre più vitale e sorprendente con il quale tutti vogliono misurarsi. Pasticceri e ristoratori in primis, per mettere sul piatto una proposta di grande qualità, “easy”, divertente ed economicamente fruibile dal grande pubblico.
Basti dare uno sguardo ai cinque nuovi ingressi nell’Olimpo dei Tre Chicchi e Tre Tazzine: quattro locali (Roberto di Erbusco, Gino Fabbri di Bologna, Sal De Riso Costa d’Amalfi, e Pino Ladisa di Valenzano) portano la firma di grandi maestri dell’arte bianca che hanno investito molto per arrivare a un’offerta dolce e salata pressoché perfetta; il quinto, Marelet, è legato a storici ristoratori del bergamasco, i Colleoni.
I locali premiati con i tre chicchi e le tre tazzine, sono suddivisi tra bar finalisti del Premio illy Bar dell’Anno, caffè storici e bar dei grandi alberghi; oltre 80 novità e due nuove insegne (Colzani di Cassago Brianza e Murena Suite di Genova) nella categoria le stelle, i locali che per almeno dieci anni consecutivi hanno conquistato tre tazzine e tre chicchi.
Regione leader la Lombardia (10 locali premiati), seguono Emilia Romagna con 6 Piemonte e Veneto con 5, Sicilia con 4, Friuli Venezia Giulia e Toscana con 3, Liguria, Lazio e Puglia con 2. Un locale sul podio per Abruzzo, Marche, Campania.
Nona edizione per il premio Aperitivo dell’Anno assegnato da Sanbittèr&Gambero Rosso al bar che presenta la formula di aperitivo più originale e divertente. Vincitore per l’edizione 2017 è Zizzola di Noale (VE).
In apertura di guida oltre ai locali dove fare una colazione strepitosa, una sezione dedicata ai cocktail bar dell’anno.
Oggi nel corso della presentazione alla stampa, una giuria di esperti composta dai giornalisti Dominique Antognoni (Stile – Il Giornale), Emanuele Bompan (La Stampa), Silvia Frau (Corriere della Sera), Licia Granello (La Repubblica), Alessandra Moneti (Ansa) Luca Sessa (iFood), selezionerà tra i locali “tre chicchi e tre tazzine” finalisti bar dell’anno, il bar vincitore del Premio illy Bar dell’Anno.
Ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento il Marelet: il locale che meglio interpreta il bar del terzo millennio, accogliente e moderno con un’offerta gastronomica di alto profilo, modulata sulle esigenze più diverse.
Le due menzioni speciali vanno a Viennoiserie Gian e a 300mila Lounge. Il primo in una cittadina della campagna lombarda, un bar a misura d’uomo, guidato da un ragazzo di grande sensibilità e attenzione alla materia prima. Il secondo si conferma una delle eccellenze italiane nell’offerta a tutto campo di dolce, salato e mixology.
Il premio – giunto quest’anno alla XV edizione – si propone di valorizzare e promuovere la cultura del bar italiano e consiste in un viaggio a New York in occasione del Premio Internazionale sul caffè Ernesto Illy.

ITALIA TV – La Bonarda bio “La Piotta” trionfa nella Top Hudred di Golosaria

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italiatv.it – La cantina La Piotta di Montalto Pavese entra nella classifica Top Hundred a rappresentare l’Oltrepò Pavese e lo fa con il vino della tradizione. “La Piotta Bonarda bio 2015” è infatti l’unico vino dell’Oltrepò fra i cento migliori di tutta Italia selezionati quest’anno dagli esperti Paolo Massobrio e Marco Gatti nella prestigiosa classifica di Golosaria, appena pubblicata. Un autorevole riconoscimento al duro lavoro della famiglia Padroggi che da più trent’anni produce vini da agricoltura biologica nel rispetto della terra che ama, senza l’utilizzo di diserbanti e prodotti chimici.

La Bonarda bio La Piotta, vino rosso frizzante da uve 95% Croatina e 5% Barbera e Uva rara, di colore rosso rubino carico con riflessi violacei, brillante, ha un profumo fine con piacevoli e chiare note di piccoli frutti di bosco. Al palato è amabile con buona persistenza e note di ciliegia, conservando una piacevole tannicità. Accompagna molti cibi della tradizione pavese ed è ottimo con salumi, primi piatti a base di carne (agnolotti), brasati, arrosti e carni rosse; interessante con piatti di pesce come il cacciucco.
Sotto l’occhio attento del fondatore Luigi Padroggi, i figli Gabriele e Mario, a cui si sono aggiunti negli ultimi anni i nipoti Enrico e Luca, proseguono il lavoro in vigna e in cantina. L’attaccamento al bellissimo territorio dell’Oltrepò e l’amore per le cose semplici e genuine sono alla base della scelta della famiglia di proseguire nella produzione di vini con un basso impatto ambientale per i quali dieci anni fa è arrivata la certificazione ufficiale “da agricoltura biologica” e a cui lo scorso anno si è aggiunta quella “vegan”.
Con una produzione totale di circa 70mila bottiglie fra vini e spumanti Metodo Classico e Charmat, “La Piotta” è considerata la piccola perla dell’Oltrepò Pavese e le sue porte sono sempre aperte per chi volesse visitare i vigneti e la cantina o degustare ottimi vini in compagnia.
http://www.padroggilapiotta.it

ITALIA TV. Il Nobile in festa. 50 anni di Denominazione e un patrimonio da 500 milioni

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italiatv.it – Una grande festa a Montepulciano, dal 7 al 9 ottobre, per celebrare i 50 anni dal primo riconoscimento in Italia di un vino a Denominazione di Origine, il Vino Nobile di Montepulciano. Il Consorzio del Vino Nobile, in collaborazione con la Fondazione Qualivita, ha voluto realizzare un evento per ripercorrere le fasi salienti di questo periodo durante il quale la denominazione è cresciuta fino a diventare uno dei vini italiani più conosciuti ed apprezzati al mondo. Lo farà per il pubblico, con varie attività all’interno di Montepulciano per tutto il fine settimana. Lo farà per la stampa e per tutta la cittadinanza che vorrà partecipare l’8 ottobre, al mattino, presso il Teatro Poliziano prima e poi spostandosi in Fortezza, dove saranno inaugurate le nuove sedi del Consorzio restaurate proprio con il contributo dei produttori tra cui, oltre gli uffici, l’avveniristica enoliteca che ospiterà non solo tutti i vini delle aziende di Montepulciano, ma anche i prodotti tipici di qualità del territorio. «Un evento che abbiamo voluto realizzare pensando a tutta la cittadinanza, ma anche a tutti coloro che non solo a Montepulciano, ma in Italia, hanno contribuito a far crescere la qualità del vino da allora in poi – spiega il presidente del Consorzio, Andrea Natalini – e quindi ci auguriamo che tutti coloro che vorranno possano prendervi parte».

Denominazione di Origine Controllata. E’ il 1966, un anno dopo la nascita del Consorzio dei produttori, precisamente a primavera, quando sul mercato per la prima volta in Italia esce il Vino Nobile di Montepulciano D.O.C. Mettendo in atto il Decreto del Presidente della Repubblica 930 del 1963 infatti, il pregiato vino toscano è tra i primi dieci vini italiani a dotarsi di questo marchio di qualità. Sono passati cinquanta anni da quel primo traguardo che segnò la crescita della denominazione fino ad arrivare, ancora una volta primo vino in Italia, a ottenere nel 1980 il massimo riconoscimento, la Docg. Da allora ad oggi il Consorzio dei produttori è cresciuto di pari passo con la qualità e la notorietà del Vino Nobile. Per tutto il 2016 sono in programma vari eventi per ricordare e ripercorrere la storia di uno dei vini italiani più apprezzati al mondo.
“Colore granato, sapore asciutto leggermente tannico, profumo di mammola, gradazione alcolica non inferiore ai 12 gradi”. E’ così che il primo disciplinare, firmato il 12 luglio 1966 dall’allora presidente della Repubblica Saragat, vuole il Vino Nobile di Montepulciano. Da allora ci saranno ulteriori modifiche a questo, a partire da quello del 1980 con il quale il presidente della Repubblica Sandro Pertini sancisce l’arrivo della DOCG; ancora quello del 1989 a firma Francesco Cossiga. Poi ancora il 1999 e infine il 2010, al momento ultima modifica al disciplinare.

Il patrimonio “Nobile”. Cinquecento milioni di euro. E’ questa la cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Nello specifico in oltre 200 milioni di euro è stimato il valore patrimoniale delle aziende agricole che producono Vino Nobile, 150 milioni circa il valore patrimoniale dei vigneti (in media un ettaro vitato costa sui 150 mila euro) e 65 milioni di euro è valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale, 2.200 ettari sono vitati, ovvero il 16% circa del paesaggio comunale è caratterizzato dalla vite. A coltivare questi vigneti oltre 250 viticoltori (sono circa 90 gli imbottigliatori in tutto dei quali 76 associati al Consorzio dei produttori). Oltre mille i dipendenti fissi impiegati dal settore vino a Montepulciano, ai quali se ne aggiungono altrettanti stagionali. Nel 2015 sono state immesse nel mercato circa 7 milioni di bottiglie di Vino Nobile (in linea con l’anno precedente) e 2,8 milioni di Rosso di Montepulciano Doc.
Il mercato. In linea con gli ultimi anni, anche il 2015 si conferma anno dell’export con una quota destinata all’estero pari all’80% di prodotto, mentre il restante 20% viene commercializzato in Italia. Per quanto riguarda il mercato nazionale le principali vendite sono registrate in Toscana per il 47%, dato al quale si aggiunge il 19 per cento delle vendite al Centro. Al Nord è stato venduto il 16% del totale, mentre è cresciuta del 4% toccando quota 17 per cento. Per quanto riguarda l’estero si assiste a una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra UE. La Germania torna a crescere del 3 per cento con il 46% per cento della quota esportazioni e resta il primo paese per le vendite del Nobile. Strepitosa performance anche per la Svizzera (+7%) che con il 17 per cento rappresenta un importante sbocco. Il dato più significativo arriva ancora una volta dagli Stati Uniti che segnano un + 10% nel 2015 arrivando a rappresentare il 20 per cento dell’export del Nobile. Successo anche per i mercati asiatici ed extra UE con oltre il 7 per cento delle esportazioni.

ITALIA TV. A Chaimaa Fatihi, Giuseppe Casciaro, Bruno Gambacorta e Filippa Lagerback il Premio Casato Prime Donne 2016

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Chaimaa Fatihi, 23 anni, studentessa di legge a Modena e delegata dei Giovani Musulmani d’Italia al Forum Nazionale Giovani, all’indomani della strage al Bataclan ha dato voce ai fedeli del Corano che hanno orrore della violenza con una lettera aperta ai terroristi ripresa nella prima pagina di “Repubblica” “Maledetti terroristi” ha scritto “La mia fede è l’Islam, una religione che predica la pace …. Da musulmana vi rinnego, vi combatto con la parola, l’informazione, con la voce di chi vive quotidianamente la propria fede, dando esempio dei suoi insegnamenti”.

In questa giovane donna che ha affrontato gli integralisti con il velo indosso e a mani nude, la Giuria del Premio Casato Prime Donne – composta da Donatella Cinelli Colombini presidente, Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione- ha visto un esempio di coraggio e di una nuova femminilità capace di muovere le coscienze.

I premi della sezione giornalistica, destinati a chi divulga il territorio di Montalcino e il Brunello, sono andati a Giuseppe Casciaro per l’articolo “Dall’albergo vicino a Montalcino un panorama suggestivo. Castello di Velona pubblicato ne La Repubblica , Bruno Gambacorta per il servizio televisivo intitolato “50 anni della DOC” trasmesso in TG2 Eat Parade e Filippa Lagerback per il programma TV “In bici con Filippa: Montalcino ” trasmesso in “Bike Channel”.
Il vincitore della sezione fotografica verrà scelto attraverso il voto on line a cui tutti sono invitati a partecipare entro il 4 settembre http://www.cinellicolombini.it. La scelta è fra 5 immagini finaliste scelte dalla Giuria del premio e realizzate da Claudio Calvani, Maurizio Rellini, Andrea Rabissi e Samuele Tronchi.
La cerimonia di premiazione avrà luogo a Montalcino domenica 18 settembre e proseguirà al Casato Prime Donne, la prima cantina con un organico interamente femminile.

PREMIO CASATO PRIME DONNE. L’iniziativa è giunta quest’anno alla sua 18° edizione e si prefigge lo scopo di valorizzare il ruolo femminile nella società e nel lavoro oltre che promuovere i territori dei vini Brunello e Orcia. Negli anni ha avuto un ruolo importante nello stimolare e valorizzare scrittori, giornalisti e fotografi che hanno fatto conoscere nel mondo questo splendido angolo di Toscana.
Nella cantina che organizza il Premio, il Casato Prime Donne, sulle pendici di Montalcino, la sala intitolata a Ilda Bartoloni, giornalista RAI a cui si deve la rimodulazione dell’iniziativa in chiave femminile, ospita le fotografie vincitrici di tutte le passate edizioni. Si tratta di scatti di grande intensità interpretativa che testimoniano il variare della percezione del paesaggio e la diversa sensibilità nei confronti della campagna del Brunello.
Il Premio “Prima Donna” conferito dal Presidente della Giuria Donatella Cinelli Colombini viene consegnato ogni anno a un personaggio simbolo del mondo femminile. Donne che si sono particolarmente distinte per coraggio, eticità di comportamenti e costituiscono un modello per tutte le altre. Ciascuna di loro detta una dedica che rimane in modo permanente lungo un percorso meditativo-naturalistico nei vigneti del Brunello di Montalcino. Accanto a ogni iscrizione c’è un’istallazione di arte contemporanea di un artista toscano.

Vincitrici passate edizioni

2004 – Kerry Kennedy diritti umani

2005 – Congregazione delle Missionarie del S. Cuore di Gesù

2006 – Volontarie del Telefono Rosa

2007 – Frances Mayes , scrittrice

2008 – Josefa Idem, atleta olimpionica

2009 – Ilaria Capua – virologa Deputata al Parlamento italiano

2010 – Samantha Cristoforetti, astronauta

2011 – Carla Fendi, stilista e mecenate della cultura

2012 – Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace e attuale Ministro degli affari regionali

2013 – Linda Laura Sabbadini Dirigente ISTAT autrice di indagini sulla violenza sulle donne

2014- Sandra Savaglio astrofisico di fama internazionale rientrata in Italia per insegnare all’Università di Cosenza

2015 – Giusy Nicolini Sindaco di Lampedusa e Linosa in prima linea nell’accoglienza dei profughi

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