ITALIA TV

Mani e menti del Made in Italy per lo sviluppo economico

Archivio per dario pettinelli

ITALIA TV. Montalcino. Il Consorzio a S. Agostino

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E’ stata inaugurata oggi la nuova sede del Consorzio del Brunello di Montalcino presso le trecentesche sale del Complesso di Sant’Agostino. Il progetto di ristrutturazione e recupero di uno dei tesori storici e artistici della città, avviato un anno fa, prevede il trasferimento di tutte le attività del Consorzio dalla sede di Piazza Cavour al nuovo edificio. L’operazione, del valore di 1 milione di euro, diretta e realizzata dall’Arch. Milesi dello studio Archos e da Edilmario costruzioni per le opere edili, ha comportato il recupero di un’area totale di 800 m². L’obiettivo è trasformare il rinato Complesso, già location da due anni del Benvenuto Brunello, nel nuovo cuore pulsante per lo sviluppo di attività culturali della città e centro di aggregazione per i cittadini.

“Il successo dell’operazione è stato possibile grazie alla collaborazione e al contributo di alcuni partner, fra cui il Comune di Montalcino, l’Arcidiocesi di Siena e Banca Monte dei Paschi di Siena, indispensabili nel portare a compimento questo ambizioso progetto” ha commentato il Presidente del Consorzio Patrizio Cencioni durante la cerimonia di inaugurazione.

Con un accordo siglato un anno fa, Monte dei Paschi di Siena ha stanziato un milione di Euro per la nuova sede del Consorzio per l’adeguamento del Complesso di Sant’Agostino alle necessità operative consortili. “L’accordo con Mps – prosegue Cencioni – è stato soltanto l’ultimo di una serie di azioni che testimoniano l’attenzione e la vicinanza di Banca Mps al territorio di Montalcino e ai suoi tesori da tutelare e preservare”.

L’inaugurazione della nuova sede coincide con una ricorrenza particolarmente cara al Consorzio: il suo compleanno. Era infatti il 1967 quando il Consorzio si costituì come associazione di produttori con lo scopo di tutelare il Brunello. Dopo 50 anni, il vino, la passione e la dedizione dei produttori del territorio restano gli stessi, così come la capacità di contribuire allo sviluppo dell’immagine del brand e di Montalcino nel mondo.

Con questo progetto il Consorzio rinnova ancora una volta il proprio impegno verso la città, sottolineando con forza il proprio ruolo di volano di sviluppo per Montalcino, e la centralità della nuova sede, con la sua storia e la sua importanza per la comunità, sono un segno importante di questo obiettivo. Del resto è proprio qui che tra poche settimane, il 17 febbraio, sarà inaugurata la 25° edizione di Benvenuto Brunello, che avrà per protagonista un’annata a 5 stelle, quella del 2012. https://italiatv.wordpress.com/

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ITALIA TV. “Zero CO2”: La Docg del Nobile prima in Italia certificata “zero emission”

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italiatv.it – Una certificazione su ogni bottiglia per dimostrare l’impatto zero della produzione sul territorio d’origine. E’ il risultato che si raggiungerà alla fine del percorso che ha preso il via con il progetto che ha come presupposto la riduzione delle emissioni dei gas-serra e la promozione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica e si pone come obiettivo la riduzione o la compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dalle tre fasi su cui si articola la produzione della DOCG Vino Nobile (agricola, aziendale e di trasporto).

L’iniziativa, presentata questa mattina a Roma, nel corso di un appuntamento promosso dal Consorzio e dall’Amministrazione Comunale di Montepulciano durante il quale sono stati premiati anche tre studenti del corso dell’Università degli Studi di Roma UNITELMA-SAPIENZA “Gestione tecnico-economica della filiera bio-vitivinicola” che ha preso vita proprio da Montepulciano, ha come garante scientifico l’Università “G. Marconi” di Roma mentre i partner sono il Comune di Montepulciano, il Consorzio del Vino Nobile e la sezione italiana dell’ISES (International Solar Energy Society, la principale associazione tecnico-scientifica del nostro paese per la promozione dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.

Obiettivi del progetto. Il principale scopo è quello di creare una Piattaforma Collaborativa per sostenere l’innovazione e il trasferimento tecnologico nelle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. In particolare la piattaforma collaborativa sarà caratterizzata da servizi materiali e virtuali che permetteranno l’integrazione degli organismi di ricerca, delle imprese agricole, delle tecnologie innovative, dei centri per l’innovazione del settore vitivinicolo in un sistema organizzato e strutturato della conoscenza, per incoraggiare il trasferimento dell’innovazione tecnologica e delle tecnologie sostenibile al sistema delle imprese agricole del settore vitivinicolo. Altro obiettivo è quello di migliorare il posizionamento delle aziende vitivinicole del Consorzio del Vino Nobile sul mercato internazionale in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il progetto mira anche a favorire il processo di scambio delle conoscenze e del know how attraverso la qualificazione della piattaforma collaborativa come un servizio e una struttura di riferimento per le aziende del Consorzio. Infine sviluppare modelli di competitività nelle aziende vitivinicole basati sui principi dello sviluppo sostenibile attraverso la partecipazione alla piattaforma come nucleo centrale di una rete globale della produzione di conoscenza.

L’impegno dei produttori di Vino Nobile. «L’impegno del Consorzio e del Comune in questa direzione – spiega il Presidente del Consorzio del Vino Nobile, Andrea Natalini – non è nuovo e già in passato abbiamo dato vita a iniziative di questo tipo senza contare le tante attività che le singole cantine svolgono con investimenti mirati proprio al risparmio energetico e ambientale». Al termine dell’iter del progetto Montepulciano, con la DOCG Vino Nobile, sarà il primo distretto vitivinicolo in Italia a poter certificare l’impatto zero sull’atmosfera della propria produzione vinicola. Il fine è giungere entro il 2020 (scadenza indicata anche dal Patto europeo dei Sindaci, a cui Montepulciano aderisce) alla neutralità delle emissioni di gas clima – alteranti grazie all’utilizzo da parte degli Enti pubblici o di privati di buone pratiche quali rimboschimenti, impiego di pannelli fotovoltaici, produzione di energia da centrali alimentate a biomasse etc.

Verso un distretto ambientale. Le politiche pubbliche. Il Sindaco di Montepulciano Andrea Rossi così ricostruisce i passi compiuti in questi anni.

“Tutto nasce dal Seminario estivo della Fondazione Symbola, che Montepulciano ospitò nel 2011 e che proclamò valori e obiettivi che sembravano già tagliati su misura per il nostro territorio e le nostre politiche ambientali come l’affermazione della qualità come elemento di competitività, della cultura come motore dell’economia e come la possibilità di produrre vino mettendo al bando la CO2, e poi dall’iniziativa di una nostra azienda vinicola, Salcheto, di Michele Manelli, di concretizzare un’idea che sembrava un’utopia e cioè quella di basare l’intero ciclo produttivo del “Nobile” sull’impatto – zero”.

“L’Amministrazione Comunale – che aveva già nei propri programmi questi obiettivi – si è quindi attivata – prosegue Rossi – ha affidato all’Università Marconi di Roma il compito di realizzare la piattaforma che consente di misurare le emissioni di anidride carbonica derivanti dalla produzione di vino e ha messo il progetto gratuitamente a disposizione del Consorzio del Vino Nobile, ha attivato partnership significative su scala nazionale, creando un progetto-pilota, un modello esportabile e ha elaborato un’ulteriore evoluzione dell’idea”.

“Oggi lavoriamo avendo come obiettivo un intero distretto sostenibile che, misurato il consumo ambientale che questo prodotto richiede, mette a sistema energie rinnovabili, pubbliche e private. Ed il passaggio successivo sarà certificare la sostenibilità dell’altra fonte primaria di reddito di Montepulciano, il turismo, allargato anche alla ristorazione, al commercio e alle stesse cantine. Una politica che incentivi gli acquisti da fornitori che producono in maniera etica, che inviti al riuso dei materiali, riducendo al massimo i consumi che – in prospettiva – preveda la circolazione dei centri abitati di mezzi pubblici alimentati ad elettricità”.

“E’ una sfida importante e significativa – conclude il Sindaco Rossi – ma, come dicemmo nel 2011, il futuro è già qui e dobbiamo esserne protagonisti per preservare il grande patrimonio ambientale che ci è stato trasmesso”.

ITALIA TV. Cinema, molto bene la presentazione di Maremmamara. Ora la distribuzione.

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italiatv.it – (di Dario Pettinelli) Fari puntati su “Maremmamara”, il nuovo film di Lorenzo Renzi (il Sergio Buffoni di Romanzo Criminale – La Serie) presentato all’Hotel de Roussie di Roma. Cast di primo livello con Marco Messeri ed una magnifica Barbara Enrichi, impreziosito dalla presenza di Giancarlo Giannini. Film italiano col respiro internazionale, per la presenza di attori importanti e perchè è girato tra la Toscana, Roma e Londra e post-prodotto a Soho, alla Art4Noise di Peter Baldock, (“Blade Runner”).
Renzi presenta la sua creatura con Franz Pagot, il suo tanto bravo quanto schivo direttore della fotografia (dice di lui “Tecnicamente è’ un maniaco”) e gli attori; per i suoi risvolti sociali alla proiezione anche una rappresentanza governativa con gli on. Marazziti e Roccella. Il film è stato realizzato con il patrocinio di Associazione Italiana Persone Down (AIPD), il contributo della Fondazione Silvana Paolini Angelucci ed ora è pronto per la scelta del distributore.

Parola al regista e sceneggiatore dell’opera, Lorenzo Renzi.

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D. Renzi, che film è Maremmamara?
L.R. E’ un film sulla vita, con un importante risvolto sociale; incidentalmente ha un protagonista down, ma non è un film sui down. E’ un sogno realizzato scavalcando le barriere ed ogni presunto deficit espressivo ed interpretativo. La storia è coinvolgente e il cast di prim’ordine: c’è un pezzo a dir poco significativo della storia del cinema italiano. E’ un circo trascinante che si porta via il pubblico dal primo all’ultimo minuto.

D. Cosa ha spinto questi grandi attori a voler fare “Maremmamara”?
L.R. E’ una storia che parla al cuore. Ci hanno visto la sfida, perchè il film ha richiesto delle vere e proprie prove d’attore. Io penso che Barbara Enrichi, ad esempio, abbia interpretato il più bel ruolo della sua carriera; Marco Messeri raramente ha potuto dare spazio a tutta la sua toscanità come in questo film. Di Giancarlo Giannini non c’è davvero bisogno che dica nulla. Maremmamara è un film che fotografa la vita e che senza retorica ricerca e accarezza la parte buona, pura della persona, che affronta gli alti e bassi del quotidiano, il sorriso e la lacrima. E’ un film di archetipi, dove ogni personaggio attraversa la sua sinuosa parabola della vita.

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D. Manciano, la sua Toscana, Roma e Londra: i luoghi della sua vita. Quanto c’è di autobiografico nella storia?
L.R. C’è molto di autobiografico. Per dirla bene è la trasposizione in storia di tanti fatti della mia infanzia e adolescenza. Io sono cresciuto li, conosco quei posti come… Li ho raccontati con gli occhi di chi li ha le radici. Maremmamara è un continuo incontro di sguardi, che si mischiano e creano commistione emotiva: il “mostro londinese” da una parte, la purezza dall’altra.

D. Ora tutto è pronto per la distribuzione.
L.R. Si. Sono soddisfatto e presento un’opera della quale vado fiero. Manifestazioni di interesse per la distribuzione ne ho ma sa, in questi casi il film è come un figlio e lo voglio affidare alle migliori mani possibili.

D. Produzione e distribuzione: quale è lo stato dell’arte del cinema italiano?
L.R. Il “sistema cinema” italiano investe sempre meno nelle storie indipendenti o che non siano la commedia interpretata dal comico di successo televisivo di turno. In Italia chiude Cecchi Gori e restano sul campo cognomi degli anni ’60. Non sono le storie a mancare, mancano i produttori che investono, che rischiano sulle idee “indie”, e per questo Maremmamara l’ho prodotto io, investendo il lavoro di una vita, spendendomi personalmente. Ai tempi de “La dolce vita” in Italia si facevano oltre trecento film all’anno, ora se s’arriva a venti è grasso che cola. La Danimarca produce registi arabi, egiziani, e porta due film all’anno all’Oscar.

D. Cosa c’è nel suo presente, oltre alla scelta del distributore per Maremmamara?
L. R. Ho tre script a cui tengo molto: un fantasy, una commedia tipicamente italiana (“I pirati di papà”) e uno “spaghetti kung-fu movie”. Per dirla tutta ho anche il cosiddetto film della maturità, ma devo ancora finirlo di scrivere perchè ancora maturo non sono.

D. Chi è il suo “gigante” cinematografico?
L.R. Difficile, le dico due nomi. Il primo è quello de “Il” maestro, Sergio Leone, un esempio di coraggio, uno che ha fatto il cinema con passione e quattro spicci ed è riuscito a riscrivere le regole del western, il genere americano per eccellenza. E l’America l’ha premiato. E’ come se un cinese fosse venuto il Italia e fosse diventato il capofila del neorealismo. L’altro, quello che ho nel cuore, è Bruno Mattei. Ebbi il privilegio di poterci lavorare e le dico, vederlo sul set malato, a ottant’anni, muoversi come un ventenne, con quella passione, con quel cuore e con una maestria unica, beh, è resterà per me indimenticabile.

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ITALIA TV. Investire in Iran. Incontro a Roma tra aziende italiane e iraniane.

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italiatv.it – Con lo storico accordo di Vienna del 14 luglio 2015 l’Iran si rilancia sullo scenario internazionale come partner commerciale per i Paesi occidentali. Con l’accordo vengono eliminate progressivamente le sanzioni economiche imposte negli ultimi anni e l’Iran accetta di limitare il suo programma nucleare permettendo controlli periodici dell’ONU alle installazioni nucleari.

Una straordinaria opportunità per molte aziende occidentali di fare affari: l’economia interna è in crescita, il mercato è grande e ricco, le infrastrutture ci sono, tecnologia ed informatica sono ad alti livelli, il Governo ricerca investimenti e know-how stranieri e forse ancor più importante gli iraniani sognano ed apprezzano da sempre il made in Italy.

Italia e Iran hanno una storia di ottime relazioni commerciali; energia ed infrastrutture in primis, ma non solo. E’ in questo quadro che lo scorso 25 novembre lo “Studio Ughi e Nunziante” ha organizzato un business dinner nella Pinacoteca del Tesoriere di Palazzo Patrizi a Roma con aziende italiane e iraniane. Per poter cogliere questa grande opportunità di sviluppo è necessario conoscere bene le specificità socio-culturali e aggiornare la scheda-Paese. Lo Studio Ughi e Nunziante in questo è un interlocutore preferenziale, soprattutto nel Banking and Finance, Capital Markets, Corporate, Contratti e Tax.

Quello a Palazzo Patrizi è stato un momento importante, perchè ha permesso alle aziende italiane ed iraniane presenti di stringersi la mano, presentarsi e stabilire un primo contatto. Energia, costruzioni, trasporti, tecnologia, ma anche food. I produttori bio di Montalcino hanno inviato un messaggio di augurio e l’invito a scoprire la città toscana celebre per il Brunello anche per altre sue eccellenze: paesaggio, olio e miele in testa.

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ITALIA TV. Con “Korea Week”alla scoperta della cultura e delle tradizioni coreane.

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italiatv.it – Alla presenza dell’Ambasciatore in Italia Bae Jae-hyun ha preso il via la “Korea Week”, la prima settimana di incontri, scambi e confronti organizzata dal neonato Istituto Culturale Coreano di Roma, il più grande in Europa. Oltre duemila metri quadrati in una palazzina liberty appena restaurata ospitano spazi espositivi, biblioteca, sale proiezioni e convegni a pochi metri da Porta Pia. La settimana di presentazione della cultura coreana in Italia si è aperta con l’appuntamento enogastronomico: “Siamo molto orgogliosi della nostra cucina e dei frutti della nostra terra; siamo convinti che questa nostra tradizione sarà apprezzata dagli italiani e speriamo che sia uno dei motivi per venire a conoscere il nostro Paese”. L’Ambasciatore, visibilmente emozionato, ha accolto così la folta platea di giornalisti ed ospiti invitati.
Dopo l’augurio dell’Ing. Paolo Cuccia, presidente del Gambero Rosso, si è aperto il carosello gastronomico con la presentazione al pubblico degli ingredienti e dei piatti preparati da quattro chef selezionati.
Come da tradizione i coreani hanno accolto gli ospiti con il vino e le bevande alcoliche di riso: al crisantemo, filtrato, non filtrato, alla banana, alla pesca, al pompelmo. Superata la prima prova gli avventori hanno potuto degustare tofu con salsa di soia abbinato ad un robusto Chianti Classico 2013 Lamole di Lamole (Greve in Chianti), ravioli vegetariani con Muller Thurgau Athesis – Kettmeir 2015, frittelle ripiene con Pinot Bianco Athesis – Kettmeir 2014 e la tartare di manzo con alghe. Deliziosa la vellutata di zucca con porro croccante ed alghe di chef Gianni Catani, perla della Gambero Rosso Academy e garanzia assoluta per gli amanti dell’oriental food.

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Poi gambetto di maiale bollito, stufato di manzo con funghi e per finire riso latte, cioccolato fondente, pera e crema di….. fagioli.
La settimana prevede, oltre agli incontri gastronomici, K-Beauty, con il make up artist Seu Su Jin; K-Paper, un approfondimento dedicato al’Hanji, la carta coreana realizzata dalla corteccia di gelso; K-Jazz con la formazione degli Eugmin Cho Quartet; K-Taekwondo e per finire K-Opera, un appuntamento all’insegna della musica classica con arie della Boheme di Puccini con i giovani Musicisti coreani in Italia.

www.culturacorea.it

ITALIA TV. È l’anno del caffè

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italiatv.it – Caffè e cornetto: scene di ordinaria quotidianità al bar. Da sempre anche se, da qualche tempo a questa parte, lo scenario è, per fortuna, molto cambiato. Se infatti una volta contavano più i gesti, le consuetudini, la familiarità piuttosto che il “contenuto”, ora le cose vanno diversamente. E non perché sia venuto meno il rapporto di fiducia con il barista, anzi la sua figura è sempre più fondamentale. Stiamo infatti assistendo a un vero e proprio “rinascimento del caffè”, un fenomeno che coinvolge tutti i professionisti del settore, piccoli torrefattori e grandi industrie, decisi a valorizzare un prodotto profondamente radicato nella nostra cultura. L’offerta è diventata articolata, complessa, e scegliere senza una guida adeguata non è semplice: ci si perde fra estrazioni e tipologie (singole origini o blend) lavorate con gradi e tempi di tostatura differenti. Ma il caffè non è che la punta di diamante di un “mondo bar” sempre più vitale e sorprendente con il quale tutti vogliono misurarsi. Pasticceri e ristoratori in primis, per mettere sul piatto una proposta di grande qualità, “easy”, divertente ed economicamente fruibile dal grande pubblico.
Basti dare uno sguardo ai cinque nuovi ingressi nell’Olimpo dei Tre Chicchi e Tre Tazzine: quattro locali (Roberto di Erbusco, Gino Fabbri di Bologna, Sal De Riso Costa d’Amalfi, e Pino Ladisa di Valenzano) portano la firma di grandi maestri dell’arte bianca che hanno investito molto per arrivare a un’offerta dolce e salata pressoché perfetta; il quinto, Marelet, è legato a storici ristoratori del bergamasco, i Colleoni.
I locali premiati con i tre chicchi e le tre tazzine, sono suddivisi tra bar finalisti del Premio illy Bar dell’Anno, caffè storici e bar dei grandi alberghi; oltre 80 novità e due nuove insegne (Colzani di Cassago Brianza e Murena Suite di Genova) nella categoria le stelle, i locali che per almeno dieci anni consecutivi hanno conquistato tre tazzine e tre chicchi.
Regione leader la Lombardia (10 locali premiati), seguono Emilia Romagna con 6 Piemonte e Veneto con 5, Sicilia con 4, Friuli Venezia Giulia e Toscana con 3, Liguria, Lazio e Puglia con 2. Un locale sul podio per Abruzzo, Marche, Campania.
Nona edizione per il premio Aperitivo dell’Anno assegnato da Sanbittèr&Gambero Rosso al bar che presenta la formula di aperitivo più originale e divertente. Vincitore per l’edizione 2017 è Zizzola di Noale (VE).
In apertura di guida oltre ai locali dove fare una colazione strepitosa, una sezione dedicata ai cocktail bar dell’anno.
Oggi nel corso della presentazione alla stampa, una giuria di esperti composta dai giornalisti Dominique Antognoni (Stile – Il Giornale), Emanuele Bompan (La Stampa), Silvia Frau (Corriere della Sera), Licia Granello (La Repubblica), Alessandra Moneti (Ansa) Luca Sessa (iFood), selezionerà tra i locali “tre chicchi e tre tazzine” finalisti bar dell’anno, il bar vincitore del Premio illy Bar dell’Anno.
Ad aggiudicarsi l’ambito riconoscimento il Marelet: il locale che meglio interpreta il bar del terzo millennio, accogliente e moderno con un’offerta gastronomica di alto profilo, modulata sulle esigenze più diverse.
Le due menzioni speciali vanno a Viennoiserie Gian e a 300mila Lounge. Il primo in una cittadina della campagna lombarda, un bar a misura d’uomo, guidato da un ragazzo di grande sensibilità e attenzione alla materia prima. Il secondo si conferma una delle eccellenze italiane nell’offerta a tutto campo di dolce, salato e mixology.
Il premio – giunto quest’anno alla XV edizione – si propone di valorizzare e promuovere la cultura del bar italiano e consiste in un viaggio a New York in occasione del Premio Internazionale sul caffè Ernesto Illy.

ITALIA TV – La Bonarda bio “La Piotta” trionfa nella Top Hudred di Golosaria

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italiatv.it – La cantina La Piotta di Montalto Pavese entra nella classifica Top Hundred a rappresentare l’Oltrepò Pavese e lo fa con il vino della tradizione. “La Piotta Bonarda bio 2015” è infatti l’unico vino dell’Oltrepò fra i cento migliori di tutta Italia selezionati quest’anno dagli esperti Paolo Massobrio e Marco Gatti nella prestigiosa classifica di Golosaria, appena pubblicata. Un autorevole riconoscimento al duro lavoro della famiglia Padroggi che da più trent’anni produce vini da agricoltura biologica nel rispetto della terra che ama, senza l’utilizzo di diserbanti e prodotti chimici.

La Bonarda bio La Piotta, vino rosso frizzante da uve 95% Croatina e 5% Barbera e Uva rara, di colore rosso rubino carico con riflessi violacei, brillante, ha un profumo fine con piacevoli e chiare note di piccoli frutti di bosco. Al palato è amabile con buona persistenza e note di ciliegia, conservando una piacevole tannicità. Accompagna molti cibi della tradizione pavese ed è ottimo con salumi, primi piatti a base di carne (agnolotti), brasati, arrosti e carni rosse; interessante con piatti di pesce come il cacciucco.
Sotto l’occhio attento del fondatore Luigi Padroggi, i figli Gabriele e Mario, a cui si sono aggiunti negli ultimi anni i nipoti Enrico e Luca, proseguono il lavoro in vigna e in cantina. L’attaccamento al bellissimo territorio dell’Oltrepò e l’amore per le cose semplici e genuine sono alla base della scelta della famiglia di proseguire nella produzione di vini con un basso impatto ambientale per i quali dieci anni fa è arrivata la certificazione ufficiale “da agricoltura biologica” e a cui lo scorso anno si è aggiunta quella “vegan”.
Con una produzione totale di circa 70mila bottiglie fra vini e spumanti Metodo Classico e Charmat, “La Piotta” è considerata la piccola perla dell’Oltrepò Pavese e le sue porte sono sempre aperte per chi volesse visitare i vigneti e la cantina o degustare ottimi vini in compagnia.
http://www.padroggilapiotta.it

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