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ITALIA TV. Anteprime Toscane 2017. Conto alla rovescia per la presentazione del Nobile a Montepulciano

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italiatv.it – Da ventiquattro anni è il grande evento del territorio dedicato al Vino Nobile di Montepulciano. L’Anteprima torna dall’11 al 13 febbraio nella Fortezza di Montepulciano con 45 aziende, oltre la metà dell’intera denominazione, per far conoscere le nuove annate di vini in commercio da quest’anno, il Vino Nobile 2014 e la Riserva 2013. Una passerella internazionale per il pregiato rosso Docg, e il Consorzio del Vino Nobile ha voluto, per il terzo anno consecutivo, aprire le porte anche al pubblico dei wine lovers, oltre che degli operatori e dei buyer. «L’anno scorso abbiamo accolto oltre 3 mila operatori, ma soprattutto tanti appassionati da fuori regione che hanno raggiunto Montepulciano con la buona scusa di degustare il Nobile – spiega il Presidente del Consorzio, Andrea Natalini – segno evidente che questo è ormai da considerarsi a tutti gli effetti uno dei maggiori eventi della città».

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Il programma. L’Anteprima 2017 si aprirà come detto l’11 febbraio, nell’ormai consueta sede dell’antica Fortezza, con i wine-tasting riservati ai professionisti del settore ed agli enoappassionati, dalle 14 alle 18.30 e proseguirà domenica 12 dalla 11 alle 18.30, mentre lunedì 13 dalle 11 alle 17.

Le attività collaterali. In linea con la sua identità di manifestazione che esprime la forte vocazione di un territorio, anche quest’anno l’Anteprima del Vino Nobile sarà accompagnata da una serie di iniziative che hanno coinvolto la cittadinanza ed i visitatori, attribuendo al periodo anche il carattere di una festa dell’intera comunità. Sabato 11 e domenica 12 febbraio, al di fuori della Fortezza, nelle enoteche e nei bar che hanno aderito all’iniziativa “Aperitivo in Rosso”, protagonista sarà in questo caso il Rosso di Montepulciano DOC, vino pregiato quanto il Nobile ma di più facile approccio, particolarmente amato dal pubblico più giovane ed in generale dai consumatori per il suo eccellente rapporto qualità – prezzo. Dalle 18.00 alle 20.00 la clientela ha potuto gustare, al prezzo di 8,00 Euro, un aperitivo con tre assaggi di Rosso accompagnati da prodotti locali (bruschetta con olio extravergine, salumi, formaggi e pane toscano).

Nell’ambito del premio “Le belle vetrine”, poi, i commercianti e gli artigiani del centro storico e delle sue immediate vicinanze sono stati invitati ad allestire le proprie vetrine e botteghe ispirandosi all’Anteprima e al Vino Nobile. E’ stato anche assegnato un tema, l’arte, più nel dettaglio il vino nelle arti figurative, richiamando così la grande mostra “Il buon secolo della pittura senese – Dalla maniera moderna al lume caravaggesco” che avrà luogo dal 18 Marzo al 30 Giugno nei musei di Montepulciano, Pienza e S.Quirico d’Orcia. Entrambe le iniziative sono state organizzate e coordinate dalla Pro Loco di Montepulciano.

Lunedì 13 alle 11 si svolgerà il seminario “I menù del cuore ed il Nobile: un matrimonio possibile” a cura del medico nutrizionista Dott. Giorgio Ciacci, nell’ambito di “Cardiologie aperte”, la Settimana della prevenzione delle malattie cardiovascolari indetta dalla USL Toscana Sud Est presso gli Ospedali Riuniti della Valdichiana Senese – Montepulciano.

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Le Aziende partecipanti all’edizione 2017:
Antico Colle, Avignonesi, Barbanera, Bindella, Boscarelli, Canneto, Cantina Del Giusto, Carpineto, Casa Vinicola Triacca, Casale Daviddi, Contucci, Croce di Febo, Dei, Fanetti, Fassati, Fattoria del Cerro, Fattoria della Talosa, Fattoria La Braccesca, Gattavecchi, Godiolo, Icario, Il Conventino, Il Macchione, Il Molinaccio, La Ciarliana, Le Badelle, Le Berne, Le Bertille, Lombardo, Lunadoro, Metinella, Montemercurio, Nottola, Palazzo Vecchio, Podere della Bruciata, Poliziano, Priorino, Romeo, Salcheto, Tenuta Gracciano della Seta, Tenuta Tre Rose – Bertani Domains, Tenuta Valdipiatta, Tiberini, Vecchia Cantina, Villa Sant’Anna.

“Il Palio del Brunello”

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Le Anterpime Toscane dei Grandi Rossi a Montalcino. – italiatv.it – (di Dario Pettinelli) Siena e la Val d’Orcia rapiscono ogni volta come fosse la pr1ma. Qui Tradizione ed Identità sono temi intrecciati da secoli, con simboli ed icone quantomai vivi e protetti con cura. Come il Palio e il Brunello, che la terza settimana di Febbraio sembrano scambiarsi complici ammiccamenti.

La presentazione a Montalcino della nuova annata del Brunello è diventata evento cardinale del Made in Italy e non solo per l’importanza di questo vino. Incontrare il Brunello qui è emozionante, perchè anche il dettaglio organizzativo diventa rito; come per il Palio.

Sono concentriche le tre zone dove si celebra il Benvenuto, questo ideale “Palio del Brunello”: il rinascente Complesso di S.Agostino, il Chiostro riservato ai giornalisti e il “Campo del calice”, dove va in scena la corsa del Palio. Ai canapi i produttori allineati in perfetto ordine nel corridoio dell’ammezzato del Chiostro, spalla a spalla condividono gioie e ansie. I loro cavalli, questi magnifici Brunello 2010, sono in grande spolvero.

“L’annata è memorabile”, come annuncia il Presidente Bindocci giustamente molto orgoglioso soprattutto dell’ottimo lavoro del Consorzio. Organizzazione perfetta, condizioni di degustazione ideali, abbondante luce naturale dall’alto su tovaglie bianchissime, assenza di rumori molesti e di odori ambientali. Impeccabili come sempre i sommelier.

Come per il Palio di Siena anche per il Benvenuto a Montalcino il rituale inizia già dalla sera prima, quando, reduce da una Montepulciano incantata la stampa specializzata arriva nelle terre del Brunello. Quest’anno, complice una settimana meteorologica perfetta, è stato il cielo stellato sulla Val d’Orcia la cornice da sogno per le cene private.

Tutto è pronto: il Palio del Brunello può iniziare.
Le aspettative già alte sono quasi sempre superate. “Un’annata straordinaria”, come ebbe a dire il Maestro Franco Biondi Santi. Stagione fortunata, con precipitazioni regolari e al momento giusto. Pressochè tutti i produttori rilasciano quest’anno il loro miglior vino del decennio.

Mi faccio Mossiere con la mia sommelier e apriamo con Barbi, perchè la notizia della riapertura della Taverna mi ha stampato il primo sorriso all’arrivo in città. La Taverna dei Barbi è bellissima, è tutto pronto, e per gli enoturisti mancare questa esperienza sarebbe un peccato. Il loro Brunello classico è elegante, mantiene la promessa del mito. Fin dal naso reclama i grandi piatti della cucina montalcinese, magari interpretati alla lettera dal “Una gentildonna ai fornelli” (Ed. Cantagalli), la raccolta delle ricette e dei segreti del “mangiar toscano di Montalcino” (perchè “le sottigliezze fanno la differenza”) curata dalla signora Colombini Cinelli e che ho avuto il privilegio di ricevere dal Capitano dei Barbi, suo figlio Stefano.

Quindi Banfi, Poggio alle Mura: bello, giusto, impeccabile. Ma giù per la discesa verso S.Angelo Scalo ci sono anche Campogiovanni e soprattutto Col d’Orcia. La stella del Presidente Cinzano giganteggia con pochi altri anche quest’anno. Con lui non si sbaglia mai: Brunello sempre garantito, Riserve da mani nei capelli, Col d’Orcia è come uno smoking: apre qualsiasi porta.

Poco distante risalendo più a nord verso S. Restituta va spezzata una lancia per Fattoi, ormai sinonimo di grande Brunello. Lamberto lo si incontra spesso con la terra in capo o con i calzoni impolverati. Le sue sono le “mani del made in Italy”, la conoscenza dei segreti della terra, delle argille. C’è cuore e passione e si sentono.

Si fanno notare Castiglion del Bosco, La Fornace, Fanti, Capanna, Canalicchio di Sopra, Argiano e naturalmente Talenti, che oltre all’ormai leggendario Rosso quest’anno presenta un Brunello ricchissimo al naso e con grande personalità in bocca.

Personalità e stile sono la cifra di un grande Brunello delle terre rosse, giù a Piancornello: Corte dei Venti. Uno dei campi più ventosi al mondo penso, di grande fascino. Arrivarci è già un’impresa e ciò rende ancora più esclusiva l’esperienza. Tutto giusto: colore, bouquet e corpo, profumi autentici e distintivi; affascinante la persistenza. La produttrice lavora bene: donna col cuore in mano mette passione in ogni dettaglio. Non lesina investimenti, non fa compromessi. Perchè in ogni Brunello c’è il carattere del viagnaiolo. Piccola magari, ma con la testa alta.

Val di Suga, il Brunello con gli occhi azzurri e Sesti, Uccelliera, Lisini, Le Potazzine e Il Marroneto esprimono eleganza e per questa si distinguono. Oltre che per il Vigna Spuntali in particolare, raccomando di andare a degustare il Val di Suga in cantina perchè con Davide come anfitrione il Brunello non avrà più segreti per voi.

Ci piace sia tornato Guido Martini, Musico. Brunello sulla buona strada, un’etichetta un pò Twilight, di grande fascino, da Guido Martini ci aspettiamo molto. Io ci punto.
Sanlorenzo, Poggio di Sotto e Le Chiuse alzano ancora l’asticella. Luciano Ciolfi, oltre che essere un bravissimo produttore è proprio quel che si dice una bella persona. Il suo Bramante naturalmente lo rispecchia: tradizione, energia, potenza controllata, grandi profumi.
Nel Poggio di Sotto c’è una potenza imperiosa, con tannini apparentemente non sempre domati ma che lanciano un orizzonte lontano: per niente al mondo mi farei scappare la Riserva l’anno prossimo. Prendere appunti.
Il Brunello della famiglia Magnelli-Valiani è il primo dei Brunelli a cui assegno il massimo punteggio. Il bio de Le Chiuse lo porti al naso e già da quel momento ti chiude gli occhi. In bocca sembra un bacio appassionato, quelli con la mano dietro la testa.

Non se l’abbia a male chi degli altri oltre cento produttori in presentazione qui non viene menzionato. Tutti i Brunello 2010 sono dei grandissimi vini e la Storia è già pronta a celebrarli. Il Benvenuto è solo la prima tappa del viaggio lungo un anno alla scoperta di uno dei tesori di Montalcino.
Resta il tempo per assistere allo sprint finale e vedere chi ha vinto il Palio del Brunello di quest’anno.

L’ultimo giro di Campo inizia a S. Angelo Scalo, dove incontro la mia personale maestra jedi, che mi spia Querce Bettina. Prima il Rosso in Osteria e poi il Brunello nell’ideale “Acropoli di Montalcino”, il complesso di S. Agostino come lo immaginano i promotori del progetto di recupero.
Roberto Moretti firma un Brunello fresco, distinto, con le promesse più interessanti dell’anno.

La corsa del Palio è all’ultima curva. La suspense è all’acme. Davanti a tutti restano tre cavalli, perfetti, massimo punteggio: Castello Romitorio Filo di Seta, il Brunello di un grande artista italiano di fama internazionale, sugli scudi fin dai tempi della “Transavanguardia”, Sandro Chia; ma un passo ancora più avanti c’è la regina, Donatella Cinelli Colombini. Brunello 2010 da appaluso a scena aperta. Non mancherà mai nella mia teca.

“Squillino le trombe, rullino i tamburi!”.
Tutti in piedi per La Cerbaiola dei Salvioni. Ci vorrebbero la scalinata di Trinità dei Monti, centro metri di petali di rose rosse e il Preludio della Traviata. Mi sono commosso. Completamente rapito, stregato; un colpo di fulmine. Non posso dire di più: ci vorrebbero parole che non ci sono.

Il Palio dl Brunello è celebrato.
L’attenzione torna alla notizia più importante di quest’anno: la rinascita del cuore di Montalcino.
L’avventura non finisce qui…
(Continua)

(https://italiatv.wordpress.com/)

50 sfumature di Nobile. Anteprima 2012 a Montepulciano

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italiatv.it – (di Dario Pettinelli) A cinquanta passi dal Museo delle Torture medievali, nel cinquantennale del Consorzio, cinquanta sfumature di Nobile, la prima Denominazione d’Origine Controllata e Garantita d’Italia. Questo il magico intreccio numerologico che lega una grande annata, il suo territorio e la sua storia. Perchè un calice di Nobile è un’esperienza complessa e generosa che risale al 790 d.C. con la donazione di un vigneto alla Chiesa, e che passa per il bottigliere di Papa Paolo III (Sante Lancerio) per poi arrivare ai giorni nostri annoverando le citazioni nel celebre ditirambo del Redi, “Bacco in Toscana” e nel “Candido” di Voltaire (“…maccheroni, pernici di Lombardia e vino di Montepulciano”).
Cinque le stelle per la produzione 2012; un’annata talmente buona che l’investimento di due milioni di Euro da parte della Banca di Credito Cooperativo di Montepulciano ne preannuncia il successo ancor prima di chi ne scrive. Durante l’Anteprima la Banca ha presentato un programma che prevede condizioni di credito assolutamente privilegiate alle settantacinque aziende produttrici. Questo è “fare sistema”, questa è la strategia di squadra che produce effetti immediati sul territorio, su l’intera comunità e sulla sua economia e che sostiene, “cash in hand”, i produttori.
Buona parte di loro quest’anno rilasciano opere d’arte enologica: Avignonesi, La Spinosa, Boscarelli, Poliziano naturalmente ma anche Il Molinaccio tra i meno noti. E poi Nottola, Ruffino e Salcheto.
Una scelta importante di molti produttori è quella del Sangiovese in purezza, del puro Prugnolo Gentile, come il “Simposio” della Tenuta Tre Rose (Tenimenti Angelini Bertani Domains). Vigne nella zona tradizionalmente più vocata di Montepuciano, filari che scivolano verso la Val di Chiana e il Lago Trasimeno. Ancora il numero cinquanta: tanti gli ettari destinati alla produzione di Nobile. Tre Rose è il marchio a Montepulciano di un grande Gruppo che si distingue con l’amore per la terra e per la raffinata strategia imprenditoriale.
Per il Nobile, come anche per il Brunello a Montalcino, il produttore ha il pregio del massimo rispetto del terroir, un vero amore che viene coltivato con l’utilizzo delle moderne tecnolgie per rituali antichi in botti grandi di rovere e barriques di secondo passaggio. Si pensi che a Montalcino espongono negli uffici le carote del terreno delle loro vigne: argille e galestro sotto vetro che comunicano efficacemente l’amore e la gratitudine per la terra.
La produzione in diverse zone invece, è la chiave strategica che consente bilanciamenti in caso di eventi metereologici straordinari in certe zone ma non in altre, ventilazioni generose su un versante e magari meno su di un altro, e così via. Il produttore è in grado di garantire sempre un vino costante e mantenere sempre la promessa del brand. Rubino, ricco, largo con note rosse; il “Simposio” si fa ricordare.
Il 10% di Canaiolo Nero dona invece al Nobile di Dei un carattere distintivo. Asciutto, molto persistente, profumi di prugna e frutta matura con tannini magistralmente domati. Consigliato.

Cinquant’anni e nove presidenti hanno dato molto al Nobile. La cura sempre crescente, la passione nell’organizzazione anche dei più piccoli dettagli fanno del Consorzio del Nobile una realtà di pregio non solo per la Toscana ma soprattutto per l’Italia nel mondo.
Nobile, ich liebe dich!
Il Nobile è il “grande rosso” preferito dai cugini tedeschi, forse proprio perchè in Germania c’è la maggiore concentrazione di connazionali. Fa piacere pensare che la Signora Merkel, nota estimatrice ed ospite fissa del Belpaese, pasteggi col vino di Montepulciano decidendo le sorti della madre Grecia proprio con un calice di Nobile…
In Italia resta solo il 20% della produzione totale di Nobile: questi sono numeri, carta canta. Quando “facciamo gli italiani” non c’è storia nel mondo: vinciamo noi. Sempre.
Il Nobile di Montepulciano è Montepulciano, la sa raccontare, la interpreta come nient’altro. Le ramerìe, i lastroni di pietra della Piazza Grande, il vento sferzante dei vicoli, il gatto bianco che salta tra i devanzali, il mandarino che incontra la fronte girando l’angolo e sempre il guardo mozzafiato, lungo…, che par disegnato. Valli incantate che vanno rimirate meditando, magari dalla passeggiata panoramica del centro; con un calice di Nobile, of course.
(http://www.italiatv.it)

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