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ITALIA TV. Il Nobile di Montepulciano: numeri e poesia

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italiatv.it – di Dario Pettinelli. Salendo verso la Fortezza di Montepulciano, magari sospinti da un vento freddo e sbarazzino, si può sentire quel pieno silenzioso che abita in queste valli, e che tanto innamora soprattutto gli amici inglesi ed americani. E’ pace, si, ma è l’armonia delle forme, dei colori, dei profumi che rende questi silenzi pieni, ricolmi. Proseguendo la salita c’è il ramaio e le curve lucide dei suoi manufatti. Cotti e tettoie sembrano mischiarsi come in uno di quei giochi optical e lo sguardo all’improvviso trova una fuga tra gli archi medicei: vigne abbracciate alle colline; a perdita d’occhio. E’ così che Montepulciano ti accoglie.

Rimandando le note degustative ad altro scritto, quest’anno festeggiamo le venti edizioni dell’Anteprima del Vino Nobile. Il contatto diretto con il produttore resta il caposaldo della cultura del vino. E’ andando in azienda che si stabilisce il rapporto. La cantina, le botti grandi allineate, ma mi permetto di suggerire che è fermandosi tra i filari che “succede qualcosa”. A Montepulciano la lingua d’asfalto che porta da Chianciano fin verso Pienza divide vigneti bellissimi anche d’inverno. Torna alla mente quella sensazione di trovarsi “dentro” l’evento come gli spettatori del calcio inglese, a bordo campo, li, quasi dentro. Ecco: l’importanza di queste anteprime per la stampa specializzata e poi anche per il pubblico è questa, mirata ad introdurre ad un’esperienza che vada al di la del calice. Perchè qui la storia reclama il suo spazio al centro.

“Bella Arianna con bianca mano
versa la manna di Montepulciano,
colmane il tonfano, e porgilo a me.
Questo liquore, che sdrucciola al core,
oh, come l’ugola e baciami e mordemi!
oh, come in lacrime agli occhi disciogliemi!
Me ne strasecolo, me ne strabilio
e fatto estatico vo in visibilio.
Onde ognun che di Lieo riverente il nome adora,
ascolti questo altissimo decreto,
che Bassareo pronuncia e gli dia fé:
Montepulciano d’ogni vino è Re!”

Francesco Redi, insigne non solo come medico e naturalista, ma anche come poeta, scrisse l’ormai celeberrismo ditirambo “Bacco in Toscana” del 1685, con tanta efficacia immaginando Bacco e Arianna celebrare il vino di Montepulciano. Volando per i secoli fino al novecento, il 1 luglio 1980 il Nobile è divenuto il primo vino in Italia a potersi fregiare delle fascette della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (D.O.C.G.), che lo ha classificato tra i vini più prestigiosi nel nostro Paese e nel mondo. La prima serie di “fascette” statali è custodita a Montepulciano presso il Consorzio del Vino Nobile. Secondo il Disciplinare di produzione le caratteristiche fondamentali del Vino Nobile di Montepulciano devono essere: Vitigno Sangiovese, denominato a Montepulciano “Prugnolo Gentile”, per un minimo del 70%; come recita il Consorzio poi “possono inoltre concorrere fino ad un massimo del 30% i vitigni complementari a bacca rossa idonei alla coltivazione nella Regione Toscana, purchè i vitigni a bacca bianca non superino il 5%”. La resa massima per ettaro di vigneto è di 80 quintali con una resa in vino effettiva del 70% e il vino può essere immesso in commercio soltanto dopo due anni di maturazione (tre per la Riserva). La vinificazione e la maturazione devono avvenire obbligatoriamente nel Comune di Montepulciano.

Qualche numero del Nobile. 500 milioni di euro è la stima tra valori patromoniali, fatturato e produzione. 7 milioni e mezzo le bottiglie di Nobile e 2 milioni e mezzo quelle di Rosso di Montepulciano. L’export segna +8%. Tre quarti delle bottiglie da Montepulciano volano all’estero. Il 50% delle bottiglie che vanno all’estero è acquistato in Germania, prima grande amante del Nobile. Il 40% del consumo in Italia è nelle Regioni a nord del Po. https://italiatv.wordpress.com/

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